
Si condivida una importante pronuncia del Tribunale civile di Roma che condanna il Ministero a un risarcimento di 5500 euro per aver trattenuto senza titolo (come accade di consueto nelle zone di transito aeroportuali) un cittadino congolese nella zona di transito dell’aeroporto di Fiumicino.
Il tribunale classifica tale responsabilità come contrattuale (con la conseguente irrilevanza dell’elemento soggettivo) da contatto qualificato, derivante dalla violazione del legittimo affidamento riposto dal cittadino straniero nel corretto operato della P.A. Quest’ultima infatti aveva illegittimamente trattenuto senza titolo (assente qualsiasi atto amministrativo o penale di limitazione della libertà personale) ila persona straniera per 6 giorni (prima di liberarlo) nei locali della zona di transito. Inoltre la persona era stata sottoposta a condizioni degradanti (per la mancanza di doccia, per l’impossibilità di accedere ai propri bagagli, per la mancanza di luce naturale etc.) e privata del suo legittimo diritto di comunicazione (il telefono veniva requisito sempre senza alcun atto scritto). La persona straniera era entrata in contatto con il progetto In Limine grazie ad altre persone trattenute e ancora dotate di telefono ed era stata in primo luogo supportata nella manifestazione della sua volontà di chiedere asilo, che al fine condurrà al rilascio senza la predisposizione di provvedimenti di allontanamento.
Si tratta di una pronuncia estremamente rilevante laddove per la prima volta il Tribunale riconosce l’illegittimità del trattenimento, prassi delle zone aeroportuali, indipendentemente dalla illegittimità del provvedimento di respingimento come verificatosi in casi precedenti.

