L’ASGI chiede alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il rispetto della normativa in materia di accesso degli stranieri ai concorsi pubblici

L’ASGI ha inviato nelle settimane scorse una lettera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, alla Conferenza delle Regioni, a UPI, ANCI e per conoscenza all’UNAR, chiedendo la piena applicazione della normativa entrata in vigore un anno fa con la ‘legge europea 2013’ che ha espressamente esteso l’accesso alla funzione pubblica e dunque la possibilità di partecipare ai concorsi pubblici, di talune categorie di cittadini di Paesi terzi non membri dell’Unione europea regolarmente residenti in Italia ovvero i familiari di cittadini UE, i lungosoggiornanti e i titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria.
La lettera dell’ASGI nasce dalla constatazione di una diffusa prassi per cui molte amministrazioni pubbliche, statali, regionali e locali ed enti pubblici non si conformano al nuovo testo dell’art. 38 del d.lgs. n. 165/2001, così come modificato dall’art. 7 della L. 6 agosto 2013, n. 97, continuando a prevedere tra i requisiti per la partecipazione ai concorsi pubblici quello della cittadinanza italiana o comunitaria ovvero prevedendo formulazioni incorrette e non rispondenti ai canoni di trasparenza e imparzialità della pubblica amministrazione e volte di fatto ad ostacolare agli stranieri la comprensione del loro effettivo diritto di partecipare ai concorsi.
Pertanto, l’ASGI ha sollecitato i destinatari della missiva ad adottare ogni tipo di intervento utile affinchè tutte le amministrazioni pubbliche italiane siano edotte delle modifiche intervenute con la legge n. 97/2013 e che i bandi per i concorsi pubblici adottino una formulazione chiara ed uniforme pienamente conforme al nuovo testo dell’art. 38 del d.lgs. n. 165/2001.
Nella lettera, l’ASGI peraltro sottolinea come la questione dell’accesso degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia alla funzione pubblica non può ritenersi esaurita con le modifiche apportate alla legislazione di settore dalla legge n. 97/2013, in quanto queste appaiono insufficienti a realizzare la piena parità di trattamento prevista dall’art. 2 c. 3 del T.U. immigrazione in applicazione della Convenzione OIL n. 143/1975, per cui l’accesso al lavoro pubblico dovrebbe essere garantito a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia con un permesso di lavoro che consenta l’esercizio dell’attività lavorativa.

A seguito della puntuale segnalazione effettuata dal Servizio antidiscriminazioni dell’ASGI, molte amministrazioni pubbliche hanno comunicato di aver provveduto alla modifica dei bandi di concorso che erroneamente escludevano i cittadini di Stati terzi lungosoggiornanti in Italia o familiari di cittadini UE o rifugiati o titolari della protezione sussidiaria, prorogando di conseguenza i termini per la presentazione delle domande.

Il testo della lettera inviata dall’ASGI alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Funzione Pubblica

A cura del Servizio antidiscriminazioni dell’ASGI. Progetto con il sostegno finanziario della fondazione italiana a finalità umanitarie Charlemagne ONLUS

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4 commenti / pingback

  1. Il Miur
    Nonostante io sia titolare del Permesso di Soggiorno CE di lungo periodo (a termine illimitato), la mia domanda di inserimento nelle graduatorie di circolo e d’istituto (D.M. del MIUR 353 del 22/05/2014 ) sono stata esclusa in quanto non sono in possesso della cittadinanza italiana.

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