“Non si affitta agli stranieri”: i video testimonial raccolti da Almaterra

Ma dove sei nata?”, “Il lavoro come badante non va bene”, “La casa è stata già presa”, “Venite un altro giorno, non ho tempo adesso”, “Mi spiace, non dipende da me, ma l’agenzia non affitta a stranieri”. Queste sono solo alcune delle scuse che Miriam, Omar, Andeline, Taje, Maria, Ibrahim, Soukrina, Amadou e Marcia e tanti altri alla ricerca di una casa in affitto hanno dovuto sentire e a causa delle quali è stata sbattuta loro la porta in faccia. 

Chi affitta la propria casa trova spesso mille motivazioni per non prendere in considerazione le persone di origine straniera e/o razzializzate.

Una casa dovrebbe significare riposo, rifugio, intimità, la base dove costruire tutto ma molto spesso si rivela un’utopia. Un contratto di lavoro a tempo indeterminato e delle ottime referenze non sono sufficienti a convincere proprietari e agenzie immobiliari ad affittare a persone straniere, mentre stereotipi e pregiudizi sbarrano la strada all’accesso alla casa per le persone straniere e/o razzializzate.

“Non si affitta a strenierə” fa emergere queste difficoltà, raccogliendo le richieste dirette che le persone straniere rivolgono alla Città di Torino perché si attivi per diminuire gli ostacoli nella ricerca della casa.

Il video è realizzato nell’ambito del progetto “Sbatti fuori il razzismo – Azioni di sensibilizzazione per il diritto di accesso alla casa per persone straniere e razzializzate”, promosso dall’associazione Almaterra e Associazione Arteria in occasione della XVIII Settimana contro il razzismo e finanziato dal bando dell’Ufficio Antidiscriminazioni Razziali-Presidenza del Consiglio dei Ministri per la promozione di azioni positive finalizzate al contrasto delle discriminazioni etnico-razziali.

Si ringraziano le Associazioni Almaterra e Arteria ONLUS per la segnalazione

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