Corte di Cassazione, ordinanza n. 16167 del 17 giugno 2019

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 74 d.lgs. 151/2001 (assegno di maternità) in relazione agli artt. 3, 31 e 117 primo comma Cost. nella parte in cui, ai fini dell’erogazione dell’assegno, richiede ai soli cittadini extra UE anche la titolarità del permesso lungo soggiornanti, anziché la titolarità del permesso di soggiorno di almeno 1 anno, in applicazione della disposizione contenuta nell’art. 41 d.lgs. 286/98.

Corte di Cassazione, ordinanza n. 16164 del 17 giugno 2019

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 comma 125 l. 190/1994 (assegno di natalità) in relazione agli artt. 3, 31 e 117 primo comma Cost. nella parte in cui, ai fini dell’erogazione dell’assegno richiede ai soli cittadini extra UE anche la titolarità del permesso lungo soggiornanti, anziché la titolarità del permesso di soggiorno di almeno 1 anno, in applicazione della disposizione contenuta nell’art. 41 d.lgs. 286/98.

Tribunale di Milano, ordinanza 13 giugno 2019

La condotta posta in essere dalla testata giornalistica Libero Quotidiano, consistente nell’aver pubblicato un articolo dal titolo “Elenco di papponi che si arricchiscono con la tratta dei neri” riferendosi a diverse Cooperative tra cui la ricorrente “Intrecci Società cooperativa sociale”, costituisce diffamazione a mezzo stampa non scriminata dal diritto di cronaca e deve pertanto essere...

Tribunale di Palmi, Ordinanza del 21 maggio 2019, n.5744

Il Tribunale di Palmi, con l’ordinanza ex art.700 c.p.c. del 21 maggio 2019 ha accolto il ricorso di una cittadina comunitaria di cittadinanza rumena, già attualmente titolare di “tessera ENI” con codice di esenzione X01, accertando il diritto all’accesso sia agli specifici codici di esenzione spettanti in base alle sue peculiari patologie, sia alla somministrazione...

Tribunale di Torino, ordinanza 28 maggio 2019

La condotta del comune di Torino consistente nell’aver negato l’assegno di maternità ex art. 74 d.lgs. 151/2001 alle madri cittadine extra UE titolari di permesso per motivi familiari costituisce discriminazione; inoltre il Comune ha l’obbligo di informare, dandone apposita pubblicità sul proprio sito istituzionale, le madri extracomunitarie che non è necessaria la titolarità della carta...

Tribunale di Genova, ordinanza 22 maggio 2019

Sussiste il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo poiché, per ottenere tale iscrizione, è sufficiente che l’interessato dimostri la stabile permanenza di un luogo e la volontà di rimanervi e, se cittadino extra UE, la regolarità del soggiorno in italia, come espressamente stabilito dalla legge anagrafica n 1228/1954 e dal “regolamento anagrafico” DPR n. 223/1989, essendo stato abrogato l’istituto della convivenza anagrafica che prevedeva l’automatica iscrizione presso il centro di accoglienza in cui era ospitato il richiedente asilo (art. 5 bis d.lgs. 142/2015)

Corte d’Appello di Milano, sentenza 14 maggio 2019

E’ irragionevole, e quindi discriminatorio, subordinare il bonus bebé regionale istituito con delibera n. 42152 dell’8 ottobre 2015 al requisito di cinque anni continuativi di residenza nella Regione Lombardia per entrambi i genitori del nuovo nato, in quanto tale provvidenza è diretta a famiglie in particolari condizioni di fragilità e non è possibile presumere che lo stato di bisogno di chi risieda nella Regione da meno di cinque anni sia minore rispetto a chi vi risieda da più anni poiché, in particolare per i cittadini extra UE, è del tutto eccezionale il caso in cui l’intero nucleo familiare faccia ingresso contemporaneamente sul territorio nazionale ed acquisisca la residenza nello stesso momento.

Tribunale di Milano, ordinanza 14 maggio 2019

Al fine di garantire piena efficacia al principio di parità di trattamento sancito dalla Direttiva 2011/98/UE, la norma interna (art. 1 co. 125 l. n. 190/2014) deve essere disapplicata nella parte in cui prevede, quale requisito per l'attribuzione dell'assegno di natalità, il possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Come disposto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.52/2019 , è il giudice remittente che deve valutare la conformità della disciplina legislativa nazionale alla citata normativa europea

Tribunale di Bologna, ordinanza 2 maggio 2019

Sussiste il fumus boni iuris del diritto allegato dal ricorrente alla richiesta di iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente del Comune di Bologna secondo le regole generali previste dal DPR 223/89 e sussiste il periculum in mora in quanto la mancata iscrizione ai registri anagrafici impedisce l’esercizio dei diritti di rilievo costituzionale ad essa connessi, quali ad esempio quello all’istruzione e al lavoro.

Tribunale di Bergamo, ordinanza 9 aprile 2019

La condotta tenuta dal Comune di Palazzago (Bg), consistente nella richiesta di presentazione, ai soli cittadini extra UE, della certificazione prodotta dalle competenti autorità del Paese di origine, relativa ai redditi mobiliari e immobiliari posseduti all’estero di tutti i componenti del nucleo familiare con traduzione da parte del consolato italiano del Paese di origine, al fine di accedere alle prestazioni sociali agevolate (bonus gas ed energia), al contributo frequenza scolastica, all'assegno di maternità di base e AFN, costituisce discriminazione in quanto il Comune, non può introdurre modifiche nell’applicazione dell’ISEE (che non costituisce una autocertificazione ma una attestazione pubblica della misurazione della situazione economica) ai fini dell’accesso alle prestazioni, né assumere un ruolo di controllo fiscale.

Tribunale di Milano, ordinanza 27 marzo 2019

La delibera di Giunta del Comune di Vigevano, numero 51 del 4 ottobre 2017, costituisce discriminazione diretta nella parte in cui prevede che il cittadino extra UE non possa accedere a prestazioni sociali agevolate, mediante presentazione del modello ISEE al pari del cittadino italiano, ma debba integrarlo con “certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità...

Corte d’Appello di Milano, sentenza 25 marzo 2019

Costituisce una violazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 2 co. 2 TUI, la previsione del requisito della prestazione di una attività lavorativa regolare - anche non continuativa e per i soli cittadini stranieri - ai fini dell’accesso al Fondo sostegno affitti stabilito dalla delibera della giunta regionale lombarda n. 3495 confliggendo altresì con il generale regime per l’erogazione assistenziali di cui all’art. 41 TU immigrazione oltreché con l’art. 3 della Costituzione

Tribunale di Firenze, ordinanza 18 marzo 2019

Sussiste il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo in quanto il comma 1 bis dell’art. 4 d.lgs. 142/2015, così come modificato dall’art. 13 d.l. 113/2018, non abroga la possibilità di iscriversi al registro anagrafico, bensì abroga l’art. 5 bis dello stesso decreto 142 che prevedeva la procedura semplificata di iscrizione all’anagrafe della popolazione residente, svincolando detta iscrizione dai controlli previsti per gli altri stranieri regolarmente soggiornanti e per i cittadini italiani.

Tribunale di Savona, ordinanza 1 marzo 2019

La condotta tenuta dal Comune di Cengio (SV), consistente nell’aver negato l’assegno di maternità alla ricorrente cittadina extracomunitaria titolare di permesso unico lavoro, costituisce discriminazione in quanto viola l’articolo 12 della direttiva 2011/98/UE che riconosce l’obbligo di parità di trattamento ai lavoratori, nel settore della sicurezza sociale, senza distinzioni inerenti al titolo di soggiorno.

Tribunale di Palermo, Decreto del 25 febbraio 2019

Il Tribunale di Palermo ha riconosciuto lo status di rifugiato ad un cittadino ucraino, obiettore di coscienza, in considerazione del timor persecutionis dovuto al concreto ed attuale pericolo di concorrere alla commissione di crimini di guerra e alle sanzioni penali a cui sarebbe esposto a causa della sua renitenza alla leva militare, qualificate dal Tribunale atti di...
Numero dei documenti:

Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 25 giugno 2014, n. 8465

Determinazione del contingente triennale 2014/2016 per l’ingresso nel territorio nazionale di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi di formazione professionali e tirocini formativi.(GU del 31 Ottobre 2014, n. 254)


Argomenti :Visti d’ingresso|Decreto Flussi|Studio


IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’INTERNO
e
IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 , «Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero» e successive modificazioni;
Visto in particolare, l’ art. 27, comma 1, del citato decreto legislativo n. 286/1998 , che, tra i casi particolari di ingresso dall’estero, alla lettera f), prevede l’ingresso di «persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani, effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 , «Regolamento recante norme di attuazione del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero», come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n. 334 , «Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 , in materia di immigrazione»;
Visto, in particolare, l’ art. 40, comma 9, lettera a), del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1999 e successive modificazioni, che prevede che gli stranieri possano fare ingresso in Italia, per finalità formativa, per lo svolgimento di tirocini funzionali al completamento di un percorso di formazione professionale;
Visto l’ art. 44-bis, comma 5, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1999 e successive modificazioni, che prevede che gli stranieri, in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio, che intendano frequentare corsi di formazione professionale, organizzati da enti di formazione accreditati ovvero che intendano svolgere i tirocini formativi di cui all’ art. 40, comma 9), lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1999 possono essere autorizzati all’ingresso nel territorio nazionale nei limiti di un contingente annuale;
Visto l’ art. 9, comma 8, della legge 9 agosto 2013, n. 99 di conversione del decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 , che ha modificato la determinazione del contingente da annuale a triennale, da emanarsi entro il 30 giugno, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’interno e degli affari esteri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni;
Visto il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 16 luglio 2013, che, in via transitoria e nel limite delle quote stabilite per l’anno 2012, ha determinato il contingente per l’anno 2013, fissando nel numero di 5.000 gli ingressi per stranieri ammessi a frequentare i corsi di cui all’ art. 44-bis, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1999 e successive modificazioni e, nel numero di 5.000, gli ingressi per stranieri chiamati a svolgere i tirocini formativi di cui all’ art. 40, comma 9), lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1999 e successive modificazioni;
Considerato che, dal numero dei visti di ingresso per studio, tirocinio e formazione rilasciati dal Ministero degli affari esteri, l’utilizzo del contingente risulta molto ridotto rispetto alla disponibilità, con un impiego globale di 9.856 quote su un totale di 80.000 (pari al 12, 3%);
Considerato altresì che si tratta della prima programmazione su base triennale, che avviene in un contesto di sostanziale blocco di quote di ingresso, e che le tipologie di ingresso considerate, al termine del periodo di formazione o tirocinio, sono convertibili in permessi di soggiorno per motivi di lavoro, consentendo l’ ingresso di manodopera qualificata, per le eventuali future esigenze del mercato del lavoro italiano;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni, reso nella seduta del 12/06/2014;
Decreta:

Art. 1

1. Per il triennio 2014/2016 il limite massimo di ingressi in Italia degli stranieri in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio e’ determinato in:
a) 7.500 unità per la frequenza a corsi di formazione professionale finalizzati al riconoscimento di una qualifica o alla certificazione delle competenze acquisite di durata non superiore a 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati secondo le norme regionali in attuazione dell’Intesa tra Stato e Regioni del 20 marzo 2008;
b) 7.500 unità per lo svolgimento di tirocini formativi e d’orientamento promossi dai soggetti promotori individuati dalle discipline regionali in materia di tirocini extracurricolari e di orientamento così come previsto dal decreto ministeriale 22 marzo 2006, in funzione del completamento di un percorso di formazione professionale.

2. Il presente decreto verrà trasmesso ai competenti organi di controllo secondo la normativa vigente.

Roma, 25 giugno 2014
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Poletti
Il Ministro degli affari esteri: Mogherini
Il Ministro dell’interno: Alfano

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