Circolare del Ministero dell’Interno del 18 dicembre 2018, n. 83774

Decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e organizzazione e funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018. n. 132...

Tribunale di Bergamo, ordinanza 20 dicembre 2018

Il diniego di concessione, da parte di un Comune, dell’assegno ai nuclei familiari numerosi ex art. 65 d.lgs.448/98 , fondato sulla asserita incompletezza della domanda per mancata produzione di certificazioni rilasciate da autorità estera attestanti redditi e proprietà nello Stato di provenienza, ai sensi dell’art. 3 del DPR 445/2000, costituisce discriminazione perché la disciplina del...

Corte d’Appello di Torino, sentenza 19 dicembre 2018

Il diritto alla indennità di maternità di base di cui all’art. 74 Dlgs 151/01 non è soggetto al termine di prescrizione di un anno di cui all’art. 6 L. 138/43 che è applicabile alla sola indennità di maternità ordinaria. Pertanto lo straniero titolare di permesso unico lavoro, al quale detta indennità spetta per effetto dell’art. 12 direttiva UE 2011/98, ha diritto di ottenerla anche se, dopo aver tempestivamente proposto domanda al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del figlio, ha poi lasciato decorrere oltre un anno prima di agire in giudizio.

Tribunale di Milano, ordinanza 13 dicembre 2018

La condotta del Comune di Lodi, consistente nella modifica del “Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate” con la delibera del Consiglio Comunale n. 28/2017, è discriminatoria con riferimento all’introduzione delle previsioni di cui agli artt. 8 co. 5, 17 co. 4, nella parte in cui stabiliscono che i cittadini non appartenenti all’Unione Europea, per accedere a prestazioni sociali agevolate, debbano produrre la certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato esterno, corredata di traduzione in italiano legalizzata dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità, resa ai sensi dell’art. 3 DPR 445/2000 e dell’art. 2 DPR 394/1999 nonché nella parte in cui prevede che la dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini ISEE di cui al DPCM 159/2013 debba essere resa in conformità a quanto disposto dall’art. 3 DPR 445/2000 e dall’art. 2 DPR 394/1999. Il Comune di Lodi deve, per gli effetti, modificare il predetto Regolamento in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’UE di presentare la domanda di accesso a prestazioni sociali agevolate mediante la presentazione dell’ISEE alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e UE in generale.

Corte d’Appello di Torino, sentenza 27 novembre 2018

Sussiste discriminazione per il mancato riconoscimento dell’assegno di maternità alle lavoratrici madri cittadine di Paesi extra-UE legalmente soggiornanti in Italia a fini lavorativi poiché la clausola di parità di trattamento di cui all’art. 12 della Direttiva 2011/98/UE è direttamente applicabile nell’ordinamento nazionale e l’obbligo di applicazione diretta delle Direttive auto esecutive, indipendentemente dal recepimento da parte...

Tribunale di Milano, ordinanza 19 novembre 2018

Sussiste discriminazione allorché la condotta del Comune di Milano si fonda su un’ingiustificata restrizione – risultante dal sito internet dello stesso Comune- della platea dei destinatari dell’assegno nucleo famiglie numerose, pertanto l’esclusione dei lavoratori non comunitari titolari di permesso unico di lavoro produce proprio tale effetto discriminatorio. L’unica possibile soluzione è quella di estendere il beneficio assistenziale denominato “assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori” ai titolari di permesso unico lavoro e, anche i familiari non-comunitari di cittadini dell’Unione a parità di condizioni con i cittadini italiani

Corte di Cassazione S.U., sentenza n. 30757, 6 novembre 2018

In tema d’immigrazione, l’opposizione avverso il diniego del questore al rilascio del permesso di soggiorno previsto dall’art. 22, comma 12-quater del d.lgs. n. 286 del 1998 in favore del cittadino straniero vittima di sfruttamento lavorativo appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, che procederà con cognizione piena a verificare la sussistenza dei relativi presupposti, atteso che...

Corte d’Appello di Milano, sentenza 22 ottobre 2018

Sussiste il diritto all’esenzione del pagamento del ticket sanitario di cui all’art. 8 comma 16 L. 537/1993 e deve essere riconosciuto in favore del richiedente asilo anche avendo riguardo alla sua mera non contestata condizione di “ non occupazione”. La fruizione di agevolazioni di carattere sociale è infatti da estendersi, ai sensi dell’art. 19 co....

Corte d’Appello di Milano, sentenza 22 ottobre 2018

Sussiste una discriminazione per nazionalità per quanto riguarda le somme corrisposte dai cittadini stranieri a titolo di tassa per il rinnovo del permesso di soggiorno, allorché tali somme sono state indebitamente versate in quanto sorrette da normativa dichiarata illegittima per contrasto con le disposizioni comunitarie. La violazione della direttiva 2003/109/CE consente al cittadino straniero, che ha pagato l’importo sproporzionato rispetto al contributo richiesto al cittadino italiano per documenti di analoga natura, di ottenere a titolo di risarcimento del danno patrimoniale, l’importo in eccedenza versato.

Corte di Cassazione, ordinanza n. 23763 1 ottobre 2018

Ai fini del riconoscimento delle prestazioni sociali, volte a rispondere a bisogni primari della persona, non è consentita nel nostro ordinamento, ai sensi degli artt. 2 e 3 Cost., nessuna differenziazione tra cittadini italiani e stranieri che hanno titolo al soggiorno nel territorio dello Stato italiano. L’erogazione della pensione di invalidità civile a uno straniero...

Tribunale di Nola, ordinanza 13 settembre 2018

Alla luce delle previsioni di cui agli artt. 2 e 43 TU immigrazione - che garantiscono allo straniero parità di trattamento nell’accesso alla formazione professionale - costituisce discriminazione la previsione, in un bando comunale, del requisito della cittadinanza italiana per accedere a un corso di formazione professionale per make up artist, stante anche l’impossibilità di applicare alla fattispecie le norme in materia di pubblico impiego. Conseguentemente al Comune deve essere ordinato di riaprire il bando ammettendo al corso tutte le straniere non comunitarie alle stesse condizioni di quelle italiane

Corte d’Appello di Brescia, sentenza 5 settembre 2018

La norma che disciplina il premio alla nascita non introduce alcuna limitazione per quanto attiene al diritto alla prestazione delle cittadine extracomunitarie. E’ indubbio che la volontà del legislatore sia stata quella di garantire la prestazione con la massima ampiezza, avendola addirittura sganciata da qualsiasi limite di reddito e non avendo previsto alcuna limitazione per quanto riguarda la platea delle destinatarie, cittadine italiane o straniere. L’interpretazione dell’art.1, comma 353, della l.232/2016, sostenuta dall’Inps, non trova adeguato supporto né nella legge, né nei principi dell’ordinamento italiano, né in quelli dell’ordinamento comunitario, e che la stessa, come affermato dal giudice di primo grado, finisca per creare una discriminazione – oggettiva – nella fruizione del beneficio da parte delle cittadine extracomunitarie (titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia), rispetto alle cittadine italiane e comunitarie.

Tribunale di Monza, sentenza 7 agosto 2018

Ai sensi dell’art. 41 D.lgs. 286/98 “l’assegno sociale e le provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente in materia di servizi sociali, sono concesse alle condizioni previste dalla legislazione medesima, agli stranieri che siano titolari di carta di soggiorno”. L’interpretazione restrittiva dell’INPS che pretende di affermare che la carta di soggiorno di cui alla legge n. 388/2000 sia da riferirsi unicamente al titolo “permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo” e non anche al diverso titolo di soggiorno relativo ai familiari che continua a chiamarsi appunto carta di soggiorno non è fondata né sul dato testuale né su alcuna ipotizzabile ratio legis. Il legale soggiorno in Italia per oltre dieci anni è requisito pacificamente posseduto dal ricorrente e sarebbe da solo sufficiente, in presenza dei requisiti reddituali altrettanto pacificamente posseduti, ad affermare il suo diritto al conseguimento del beneficio richiesto, a prescindere da ogni considerazione sulla natura del titolo di soggiorno da questi detenuto.
Numero dei documenti:

Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 24 luglio 2017

Determinazione del contingente triennale 2017/2019 per l’ingresso nel territorio nazionale di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi di formazione professionali e tirocini formativi. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.211 del 09-09-2017)


Argomenti :Visti d’ingresso|Decreto Flussi|Studio


IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI

di concerto con

IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

e con

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 recante Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero e successive modificazioni;
Visto in particolare, l’art. 27, comma 1, del decreto legislativo n. 286 del 1998, che, tra i casi particolari di ingresso dall’estero, alla lettera f), prevede l’ingresso di persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani;
Visto l’art. 39-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 286 del 1998, che, alla lettera b), consente l’ingresso e il soggiorno per motivi di studio dei cittadini stranieri ammessi a frequentare corsi di formazione professionale e tirocini formativi nell’ambito del contingente annuale stabilito con decreto del Ministro della solidarieta’ sociale, di concerto con i Ministri dell’interno e degli affari esteri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, di cui al decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, recante Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’art. 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dal
decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n. 334, recante Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, in materia di immigrazione;
Visto, in particolare, l’art. 40, comma 9, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999 e successive modificazioni, che prevede che gli stranieri possono fare ingresso in Italia, per finalita’ formativa, per lo svolgimento di tirocini funzionali al completamento di un percorso di formazione professionale;
Visto l’art. 44-bis, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999 e successive modificazioni, che prevede che gli stranieri, in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio, che intendono frequentare corsi di formazione professionale, organizzati da enti di formazione accreditati ovvero che intendono svolgere i tirocini formativi di cui all’art. 40, comma 9, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999 possono essere autorizzati all’ingresso nel territorio nazionale nei limiti di un contingente annuale;
Visto l’art. 9, comma 8, della legge 9 agosto 2013, n. 99 di conversione del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, che ha modificato la determinazione del contingente da annuale a triennale, da emanarsi, entro il 30 giugno, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’interno e del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni;
Visto il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’interno e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale del 25 giugno 2014, che ha determinato il contingente triennale 2014/2016 fissando nel numero di 7.500 gli ingressi per stranieri ammessi a frequentare i corsi di cui all’art. 44-bis, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999 e successive modificazioni e, nel numero di 7.500 gli ingressi per stranieri chiamati a svolgere i tirocini formativi di cui all’art. 40, comma 9, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999 e successive modificazioni;
Viste le Linee guida in materia di tirocini per persone straniere residenti all’estero adottate con Accordo tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 5 agosto 2014;
Considerato che dal numero dei visti di ingresso per studio, tirocinio e formazione rilasciati dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l’utilizzo del contingente, nel triennio 2014/2016, risulta ridotto rispetto alla disponibilita’, con un impiego complessivo di 4.524 quote su un totale di 15.000 quote;
Considerata l’opportunita’ di mantenere invariato, nonostante il sottoutilizzo, il contingente per il prossimo triennio 2017/2019, essendo, tra l’altro, in corso di definizione Accordi con paesi terzi per l’ingresso di cittadini per lo svolgimento di tirocini;
Considerato altresi’ che si tratta di una programmazione su base triennale, che avviene in un contesto di blocco di quote di ingresso, e che le tipologie di ingresso considerate, al termine del periodo di formazione o tirocinio, sono convertibili in permessi di soggiorno per motivi di lavoro, consentendo l’ingresso di manodopera qualificata, per le eventuali future esigenze del mercato del lavoro italiano;
Acquisito dagli enti competenti la conferma, anche per il triennio 2017/2019, del contingente previsto nel precedente triennio;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni, reso nella seduta del 25 maggio 2017;

Decreta:

Art. 1

1. Per il triennio 2017/2019 il limite massimo di ingressi in Italia degli stranieri in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio e’ determinato in:
a) 7.500 unita’ per la frequenza a corsi di formazione professionale finalizzati al riconoscimento di una qualifica o alla certificazione delle competenze acquisite di durata non superiore a 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati secondo le norme regionali in attuazione dell’Intesa tra Stato e regioni del 20 marzo 2008;
b) 7.500 unita’ per lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento finalizzati al completamento di un percorso di formazione professionale iniziato nel paese di origine e promossi dai soggetti promotori individuati dalle discipline regionali, in attuazione delle Linee guida in materia di tirocini approvate in sede di Conferenza Permanente Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 5 agosto 2014.

2. Il presente decreto verra’ trasmesso ai competenti organi di controllo secondo la normativa vigente.
Roma, 24 luglio 2017

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Poletti

Il Ministro degli affari esteri
e della cooperazione internazionale
Alfano

Il Ministro dell’interno
Minniti

Registrato alla Corte dei conti il 29 agosto 2017
Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC, Min. salute e Min. lavoro e politiche sociali, reg.ne prev. n. 1875

 

 

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