Tribunale di Milano, ordinanza 28 luglio 2020

La Direttiva del Ministero dell’Interno del 10 aprile 2019 e il conseguente Avviso pubblico emanato il 12 giugno 2019 costituiscono discriminazione per motivi di nazionalità nella parte in cui prevedevano, con riferimento all’anno 2019, che i proventi della gestione del patrimonio della Riserva Fondi UNRRA, pari ad € 1.800.000,00, fossero destinati con carattere prioritario a progetti socio assistenziali aventi come destinatari cittadini italiani in condizione di marginalità sociale, anziché essere estesa anche ai soggetti ad essi equiparati anche ai sensi dell’art.41 del D.l.vo n.286 del 25 luglio 1998 e, cioè, agli stranieri titolari della carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno nonché ai minori iscritti nella loro carta di soggiorno o nel loro permesso di soggiorno;

Tribunale di Milano, ordinanza 27 luglio 2020

Costituisce discriminazione la condotta tenuta dalla Regione Lombardia consistente nell’aver emanato il regolamento regionale 4.8.2017 n. 4 nelle parti in cui prevede: a) all’art. 7, comma 1, lettera d) l’esclusione dal sistema abitativo pubblico dello straniero titolare del permesso per protezione internazionale e dello straniero titolare del permesso umanitario, ex art. 5, comma 6 D.Lgs. 286/1998 e del permesso per “casi speciali”, qualora questi abbia la titolarità di diritti di proprietà o di altri diritti reali di godimento su beni immobili siti nel paese di provenienza;

Circolare del Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 24 luglio 2020, n. 2399

Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito nella legge 17 luglio 2020, n.77, recante “Misure urgenti in materia di salute, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, Art. 103 “Emersione di rapporti di lavoro”. Decreto del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro delle...

Tribunale di Alessandria, ordinanza 18 luglio 2020

Costituisce discriminazione la condotta tenuta dal Comune di Alessandria consistente nell'aver negato il diritto alla indennità di maternità di base ex art. 74 d.lgs. 151/01 alla madre di cittadinanza extra UE coniugata con cittadino italiano che, al momento della nascita del bambino non è formalmente residente ma lo è invece al momento della domanda, essendo sufficiente la residenza della madre in Italia al momento della domanda; l'assegno spetta inoltre alla richiedente in quanto familiare di cittadino UE, essendo tutelata dall'art. 19 comma 4 d.lgs. 30/07, anche se non aveva ancora ottenuto la carta di soggiorno di familiare extra UE di cittadino UE, si trovava comunque nelle condizioni sostanziali per avere diritto a tale permesso.

Corte di Appello di Milano, sentenza del 29 giugno 2020, n. 1819

Secondo la Corte di Appello di Milano sussistono apprezzabili ragioni per riconoscere ad un cittadino proveniente dalla Nigeria la protezione umanitaria che si concretizza in un permesso di natura residuale concedibile a favore di persone per Ie quali, pur non potendo riconoscere loro to status di rifugiato, né rilevando elementi che consentano di attribuire la protezione sussidiaria, un rinvio nel paese d’origine comporterebbe la perdita di rilevanti opportunitâ sotto un profilo etico-giuridico.Ormai proiettato verso stili di vita inconciliabili con quelli che ha abbandonato, pur non essendo emersi elementi sufficienti per ritenere sussistente un pericolo di danno grave ai sensi dell’art. 14, lettera c), D.Lgs. 251/07, come sopra delineato, potrebbe subire ripercussioni dannose in caso rimpatrio e tanto induce a riconoscere, in riforma dell’impugnata ordinanza, un permesso per ragioni umanitarie ex art. 5, comma 6, D.is. Z86/1998.

Corte di giustizia, IV sezione, sentenza del 25 giugno 2020, nella causa C-36/20

Le autorità giurisdizionali che devono pronunciarsi sul trattenimento di un cittadino di un Paese terzo in situazione irregolare possono ricevere una domanda di protezione internazionale e devono informare l’interessato delle modalità concrete di inoltro di una siffatta domanda. Si ringrazia Daniela De Rosai per la segnalazione. Corte di giustizia, sentenza del 25 giugno 2020, nella causa...

Corte europea per i diritti umani, sentenza del 25 giugno 2020, domanda n. 60561/14

La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto, all’unanimità, che c’é stata una violazione dell’articolo 4 (“nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù. Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato od obbligatorio”) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Corte ha chiarito che il concetto di tratta di...

Tribunale di Arezzo, sentenza 23 giugno 2020

Sussiste il diritto a percepire l'assegno di invalidità del cittadino extra UE in possesso del permesso di soggiorno per cure mediche della durata di sei mesi trattandosi quest'ultimo di titolo di soggiorno non occasionale o di breve durata secondo l'accezione resa dalla stessa normativa nazionale di cui all'art. 4 comma 4 d.lgs. 286/98 e in quanto la provvidenza dell'assegno di invalidità non può essere vincolata -secondo la sentenza della Corte Costituzionale n. 187/2010 alla Carta di soggiorno di durata annuale.

Tribunale di Padova, ordinanza 19 giugno 2020

Il diritto soggettivo di iscrizione anagrafica costituisce presupposto necessario per l'accesso ai servizi ricollegabili all'esercizio dei diritti fondamentali, la cui dimostrazione non richiede particolari allegazioni, derivando la stessa da precise disposizioni normative; l'accertamento di tale diritto spetta pertanto al Tribunale civile ordinario e Il Ministero dell'Interno non costituisce litisconsorte necessario in quanto il Testo Unico degli Enti locali, all'art. 14, non delinea un vero e proprio rapporto gerarchico tra Sindaco e Ministero dell'interno poiché l'intervento del Ministero è relegato alle ipotesi di inerzia del Sindaco.

Corte di Cassazione, III sezione civile, ordinanza del 19 giugno 2020, n. 11967

La Corte di appello ha ritenuto che il giudice abbia trascurato in modo ingiustificato di approfondire e circostanziare l’analisi delle condizioni socio-economiche del paese di provenienza di un cittadine proveniente dal Senegal, analisi necessaria per attestare che un eventuale ritorno non valga ad esporre il ricorrente a condizioni di vita irrispettose del nucleo minimo dei...

Corte di Cassazione, sentenza dell’11 giugno 2020, n. 18352

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione richiamando quanto già ha ribadito dalla Corte di Lussemburgo (Grande Sezione, 15 ottobre 2019, Dorobantu, C – 128/19 e Corte di giustizia, 25 luglio 2018, Generalstaatsanwaltschaft, C-220/18) ha ricordato che, qualora l’assicurazione che la persona interessata non subirà un trattamento inumano o degradante sia stata fornita o,...

Corte di Giustizia dell’Unione europea, sentenza dell’11 giugno 2020, C-448/19

Illegittima la normativa che prevede l’espulsione di un cittadino lungosoggiornante senza che sia presa in considerazione la sua condizione nel paese di accoglienza. L’espulsione di un cittadino di un Paese terzo soggiornante di lungo periodo ex art. 12 della direttiva 2003/109/CE non può essere decisa solamente in base alla sola esistenza di condanne penali a...
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Consiglio di Stato, sezione terza, ordinanza del 24 novembre 2017, n. 5102

Nell’ipotesi di permesso biennale e di assenza che superi l’anno, l’interessato al rinnovo del permesso di soggiorno è tenuto a fornire giustificazioni non per l’intera durata dell’assenza, ma solo per la parte eccedente l’anno.

Consiglio di Stato, sentenza del 24 novembre 2017, n. 5102


N. 05102/2017 REG.PROV.CAU.

N. 07631/2017 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 7631 del 2017, proposto da:

-, rappresentato e difeso dall’avvocato Marco Ferrero, domiciliato ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria della III Sezione del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro n. 13;

contro

Ministero dell’Interno, non costituito in giudizio;

per la riforma

dell’ordinanza cautelare del T.A.R. VENETO – SEZIONE III n. 00423/2017, resa tra le parti

 

Visto l’art. 62 cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 novembre 2017 il Cons. Ezio Fedullo e uditi per le parti l’Avvocati Antonello Ciervo su delega di Marco Ferrero;

 

Rilevato che, ai sensi dell’art. 13, comma 4, d.P.R. n. 394 del 31 agosto 1999, “il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi, o, per i permessi di soggiorno di durata almeno biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da altri gravi e comprovati motivi”;

Considerato che l’interruzione del soggiorno in Italia dell’appellante ha avuto una durata di solo pochi giorni (esattamente tredici) eccedente quella normativamente consentita (essendo il permesso di soggiorno di durata biennale, infatti, la durata ammessa dell’interruzione era di un anno);

Evidenziato inoltre che, come questa Sezione ha avuto modo recentemente di affermare (cfr. sentenza n. 3135 del 27 giugno 2017), “nell’ipotesi di permesso biennale e di assenza che superi l’anno, l’interessato è tenuto a fornire giustificazioni non per l’intera durata dell’assenza, ma solo per la parte eccedente l’anno. La tesi del Tar, fondata sul dato letterale, presenta un difetto logico invincibile: se lo straniero può assentarsi per un periodo fino a un anno senza fornire giustificazioni, è illogico che in caso di assenza anche di poco superiore (ad esempio un anno e un giorno) sia costretto a giustificare l’intero periodo”;

Rilevato quindi che il periodo di assenza che lo stesso T.A.R. ha ritenuto giustificato in virtù delle ragioni mediche addotte dall’appellante non è computabile nell’ambito della verifica del rispetto del suindicato limite di durata;

Considerato, quanto al profilo reddituale, che l’appellante aveva in corso, alla data di adozione del provvedimento impugnato e come risulta dalla relativa motivazione, un rapporto di lavoro con la ditta Skycoop società cooperativa, avente scadenza al 25.10.2017, tale da assicurargli prima facie adeguati mezzi di sussistenza;

Ritenuto in conclusione che l’esaminato appello cautelare sia meritevole di accoglimento;

Ritenuto di condannare l’Amministrazione appellata al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio, nella complessiva misura di € 2.000,00, oltre IVA e CPA, nonché al rimborso del contributo unificato versato in relazione ai due gradi di giudizio;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Terza, accoglie l’appello (Ricorso numero 7631/2017) e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata:

– accoglie l’istanza cautelare in primo grado;

– condanna l’Amministrazione appellata al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio, nella complessiva misura di € 2.000,00, oltre IVA e CPA, nonché al rimborso del contributo unificato versato in relazione ai due gradi di giudizio.

Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al T.A.R. per la sollecita fissazione dell’udienza di merito.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

 

 

Marco Lipari, Presidente

Pierfrancesco Ungari, Consigliere

Giorgio Calderoni, Consigliere

Solveig Cogliani, Consigliere

Ezio Fedullo, Consigliere, Estensore

 

 

 

 

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE
Ezio Fedullo

Marco Lipari

IL SEGRETARIO

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