4 ottobre, Rifugiati in Rifugio – Percorsi di resistenza e solidarietà: l’umanità criminalizzata

Quarto incontro del ciclo promosso da ASGI e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano presso il rifugio il Rifugio Willy Jervis (1732 mt, CAI Uget-Val Pellice).

In un luogo simbolo della Resistenza partigiana parleremo delle tante forme di resistenza all’oppressione.

La resistenza per sopravvivere, che spesso significa lasciare il proprio paese per fuggire alle persecuzioni e chiedere asilo, come è stato costretto a fare Ahmed Dawoodi, che ci racconterà la storia della resistenza degli Hazara dell’Afghanistan, e di come la sua fuga è stata possibile anche grazie alla solidarietà di chi lo ha voluto aiutare.

Anche la solidarietà è una forma di resistenza, e come tutte le resistenze è spesso criminalizzata, o considerata sovversiva, come testimonierà Davide Rostan, pastore valdese prima in Val di Susa e ora in Val Pellice.

Da queste testimonianze trarranno spunto Lorenzo Trucco e Stefano Zirulia per analizzare i modi in cui il diritto è usato, ed abusato, come strumento di criminalizzazione, ma anche come quello stesso diritto offra gli strumenti per difendere i più vulnerabili e chi viene in loro aiuto.

Le loro parole saranno accompagnate dalla musica del liuto di Luca Chiavinato, che ci ricorderà la resistenza disperata del Popolo Palestinese, che oggi più di qualunque altro avrebbe diritto ad una solidarietà che gli è negata, mentre la comunità internazionale assiste alla sua distruzione.

Ingresso gratuito e senza prenotazione.

L’accesso al rifugio è in autonomia. Si raccomanda di verificare il grado di difficoltà del percorso e di essere equipaggiati di adeguato abbigliamento tecnico. Per chi desidera pernottare al rifugio, è consigliabile prenotare in anticipo contattando direttamente la struttura (0121 932755, info@jervis.it).

In caso di maltempo l’incontro avrà luogo presso la sala unionista della chiesa valdese di Bobbio Pellice (via Sibaud 12) e ne verrà data comunicazione attraverso la pagina dell’evento su Facebook.


Ahmed Dawoodi ha lasciato l’Afghanistan all’età di 9 anni per fuggire alle persecuzioni inflitte agli Hazara per motivi etnici e religiosi. Dopo un periplo che lo ha fatto attraversare Indonesia, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia è giunto in Italia, dove vive da vent’anni. Oggi è cittadino italiano, e può finalmente costruire il futuro con la moglie Mah Jabin e il piccolo Federico Artin.

Davide Rostan è pastore della chiesa Valdese, oggi in Val Pellice e prima in Val di Susa, dal 2012 al 2021. Attivista di Valsusa oltre confine, da sempre impegnato a favore di una società multiculturale e in difesa del diritto a migrare.


Avvocato cassazionista, Lorenzo Trucco è il Presidente cofondatore dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e fa parte del comitato editoriale della rivista specialistica Diritto, Immigrazione e Cittadinanza. La sua attività è costantemente orientata all’uso del diritto come strumento di tutela per le persone più vulnerabili e per coloro che le assistono.


Stefano Zirulia insegna diritto penale all’Università Statale di Milano. Dedica le sue ricerche, in particolare, al diritto penale ambientale e ai processi di criminalizzazione delle migrazioni. Ha iniziato a frequentare le montagne durante le estati trascorse nelle Hautes-Alpes francesi, per poi scoprire, negli anni dell’Università, le Grigne e il territorio lombardo, anche come allievo della scuola di alpinismo del CAI Milano. Tuttora condivide la passione per le montagne con la moglie Francesca e la piccola Nives.


Luca Chiavinato è musicista e attivista, cofondatore del Trio New Landscapes e del Collettivo Musicale Iracheno Mshakht. Diplomato in liuto al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, si è poi dedicato allo studio della musica mediorientale, in particolare dell’oud, che ha studiato con il grande maestro palestinese Adel Salameh. In 30 anni di carriera concertistica si è esibito in moltissimi paesi del mondo sia come solista, che con ensemble e orchestre.  Dal 2017 lavora principalmente in Iraq, ed è direttore dei programmi della ONG irachena Walking Arts – Art, Culture & Heritage che promuove i diritti umani attraverso i linguaggi artistici. È membro del Comitato Nazionale della ONG Italiana Un Ponte Per.

Guglielmo Jervis – Nato a Napoli il 31 dicembre 1901, fucilato a Villar Pellice il 4 agosto 1944, ingegnere, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.Di famiglia valdese, dopo l’8 settembre 1943, Guglielmo Jervis  non esitò ad entrare nelle file della Resistenza, con il nome di Willy. La sua prima attività, fu quella di far passare clandestinamente in Svizzera decine e decine di ex prigionieri di guerra alleati. Ricercato dalla polizia nazista e da quella fascista, Jervis si trasferì in Val Pellice, dove organizzò sopra Angrogna il campo che ricevette il primo lancio d’armi per i partigiani effettuato dagli Alleati nelle Alpi occidentali. Era intanto entrato a far parte del primo Comitato militare del Partito d’Azione che lo nominò commissario politico regionale delle formazioni “Giustizia e Libertà” operanti in Piemonte. Durante una missione in Val Germanasca, fu catturato dai nazisti e nonostante le atroci torture non si lasciò sfuggire la minima informazione. Nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1944, Willy ed altri quattro partigiani furono trasportati sulla piazza di Villar Pellice e fucilati. Qualche tempo dopo, al di là del muro contro il quale i partigiani erano stati messi a morte, fu trovata una piccola Bibbia che Willy portava sempre con sé; sulla copertina del volumetto si trovarono, incise con uno spillo, queste parole: “Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea”.


La foto del rifugio è di F. Ceragioli – Opera propria, CC BY-SA 4.0