CPR di Palazzo San Gervasio: il Tribunale di Potenza non convalida il trattenimento di due richiedenti asilo
ASGI esprime forte preoccupazione per quanto accaduto nei confronti di tre giovani cittadini stranieri, uno titolare dello status di rifugiato e due richiedenti protezione internazionale, coinvolti in un procedimento penale celebrato con rito direttissimo dinanzi al Tribunale di Napoli.
Pur convalidando l’arresto, il Tribunale di Napoli non aveva applicato alcuna misura cautelare personale, rigettando la richiesta del Pubblico Ministero. Il Giudice aveva valorizzato l’incensuratezza, l’assenza di precedenti di polizia, la regolare presenza sul territorio nazionale e l’assenza di concreti elementi di pericolosità.
Nonostante ciò, subito dopo l’udienza, due richiedenti protezione internazionale sono stati condotti presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli e successivamente trasferiti presso il CPR di Palazzo San Gervasio
Il Tribunale di Potenza non ha convalidato il trattenimento dei due richiedenti asilo, rilevando l’insussistenza dei presupposti previsti dall’art. 6 del d.lgs. 142/2015.
In particolare, il Tribunale ha evidenziato che non era sufficiente richiamare un precedente di polizia per fondare un giudizio di pericolosità sociale, tanto più a fronte della decisione del Tribunale di Napoli che aveva escluso l’applicazione di misure cautelari.
Il Tribunale ha inoltre rilevato che il decreto questorile non chiariva quali elementi della domanda di protezione internazionale dovessero essere acquisiti mediante il trattenimento, né perché tali elementi non potessero essere raccolti con strumenti meno afflittivi. Anche il rischio di fuga è stato ritenuto non adeguatamente motivato, non potendo fondarsi sul solo mancato possesso del passaporto o sull’asserita assenza di un indirizzo affidabile, soprattutto in presenza di documentazione difensiva attestante un percorso di integrazione sul territorio nazionale.
La decisione conferma un punto essenziale: il trattenimento amministrativo in CPR non può essere disposto in modo automatico, né utilizzato come prosecuzione impropria di una vicenda penale nella quale l’autorità giudiziaria ha escluso l’esigenza di misure cautelari personali.
Ancora più grave è quanto avvenuto presso la Questura di Napoli. Gli avvocati ASGI presenti negli uffici per prestare assistenza legale ad uno dei propri assistiti hanno chiesto per ore di poter accedere e conferire con loro, senza ricevere alcuna risposta formale e senza essere messi nelle condizioni di esercitare tempestivamente il diritto di difesa, proprio mentre venivano adottati provvedimenti incidenti sulla libertà personale.
ASGI ribadisce che il diritto di difesa deve essere garantito in modo effettivo, soprattutto nei procedimenti che incidono sulla libertà personale delle persone straniere e richiedenti protezione internazionale.
L’Associazione ha inviato mercoledì 8 luglio una segnalazione in ordine al grave impedimento all’esercizio del diritto di difesa presso la Questura di Napoli all’Ordine degli Avvocati e alla Camera Penale di Napoli e seguirà gli sviluppi della vicenda e si riserva ogni iniziativa nelle sedi competenti a tutela della libertà personale, del diritto di difesa e dei diritti fondamentali delle persone coinvolte.

