È stato depositato presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli ricorso per l’annullamento dell’ordinanza del Prefetto che proroga per ulteriori tre mesi il divieto di stazionamento in ampie aree del centro cittadino per soggetti ritenuti “aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti”, in base a semplici segnalazioni di polizia.
Tra i ricorrenti figurano le associazioni “A Buon Diritto” (presieduta da Luigi Manconi), “ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione”, “Libridazioni”, cittadini, residenti e abitanti nelle zone individuate dall’ordinanza, rappresentanti istituzionali della II municipalità di Napoli, realtà ed alcune associazioni rappresentative di spazi sociali e beni comuni del centro storico napoletano.
L’ordinanza impugnata è contestata in quanto ritenuta gravemente lesiva di diritti costituzionalmente garantiti, quali la libertà personale, la libertà di circolazione e il principio di legalità. Il provvedimento fonda infatti l’adozione di misure limitative sulla base di meri indizi o segnalazioni, senza la necessità di un accertamento giudiziario, configurando una presunzione di pericolosità giuridicamente inammissibile.
Particolarmente critica è anche la posizione dei Consiglieri di Municipalità Pino De Stasio e Chiara Capretti, che lamentano l’esclusione degli organi di prossimità da ogni momento partecipativo o informativo, in violazione dei principi di leale collaborazione e sussidiarietà .
Si veda anche
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Zone rosse: i soggetti “segnalati” e le libertà costituzionali (di tutti) – Magistratura Democratica, 31 dicembre 2024
Il prefetto, il brutto e il cattivo: prove atecniche di neo-ostracismo. Ordinanze prefettizie sulle zone rosse e diritto penale “Google Maps” – Rubrica Diritti Senza Confini, 14 magio 2019

