
Il Ministero dell’Interno ha ufficialmente riaperto i termini del concorso pubblico per il reclutamento di 1.248 funzionari nei ruoli dell’Amministrazione civile, nell’Area dei funzionari, in seguito alla sentenza n. 753 del 15 febbraio 2025 del Tribunale del Lavoro di Milano.
La decisione arriva dopo che il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato da ASGI e Avvocati per Niente Onlus, con il supporto dell’associazione “Italiani senza cittadinanza”, che contestavano la clausola del bando originale del 27 maggio 2024 che limitava la partecipazione ai soli cittadini italiani.
Il Tribunale ha stabilito che il DPCM 174 del 1994, che consentiva questa limitazione per tutti i posti di lavoro alle dipendenze di alcuni Ministeri, non può più ritenersi applicabile e che la riserva della cittadinanza può riguardare solo i ruoli che comportano l’esercizio continuativo di pubblici poteri, mentre i posti messi a bando riguardavano funzioni amministrative, contabili, finanziarie e persino linguistiche.
Ora possono accedere al nuovo concorso tutte le categorie previste dall’art. 38 del D.lgs. 165/01: cittadini europei, familiari di cittadini europei, stranieri titolari del permesso di lungo periodo o titolari di protezione internazionale
Il concorso prevede il reclutamento di:
- 350 funzionari amministrativi (346 unità generiche + 4 per la sede di Aosta)
- 514 funzionari economico-finanziari (512 unità generiche + 2 per la sede di Aosta)
- 49 funzionari statistici
- Funzionari linguistici e informatici
Nuova scadenza e procedure
I termini per presentare la domanda sono riaperti per 15 giorni a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della delibera sul Portale inPA, con scadenza fissata al 10 luglio 2025 alle ore 23:59. I candidati che avevano già presentato domanda prima della modifica possono scegliere se confermare, aggiornare o sostituire la candidatura.
Il Ministero, che aveva proseguito nello svolgimento delle procedure anche nel corso del giudizio, dovrà ora rifare tutto dall’inizio, riaprendo i termini per le domande e organizzando nuove prove per eventuali cittadini stranieri che saranno ammessi.
Questa decisione rappresenta un precedente importante per l’inclusività nei concorsi pubblici italiani, confermando che tutti, indipendentemente dalla loro cittadinanza, possono essere a pieno titolo parti della collettività, farsi carico degli interessi pubblici e contribuire al bene nazionale.

