L’ASGI chiede al CNF di tornare all’originaria impostazione del convegno sulla violazione dei diritti umani a Gaza

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L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), con una lettera inviata dal presidente Avv. Lorenzo Trucco e dal Consiglio Direttivo al Consiglio Nazionale Forense (CNF), esprime la sua ferma contrarietà per la decisione del CNF di modificare il titolo e il programma del convegno già fissato per il 4 settembre, che prevede la partecipazione della Relatrice speciale ONU, Dr.ssa Francesca Albanese.

A fronte del genocidio in corso, della morte per fame di uomini, donne e bambini, dell’uccisione di giornalisti e giornaliste, operatori e operatrici sanitarie, della sistematica distruzione di case, scuole, ospedali, il convegno, promosso su impulso della Commissione Diritti Umani e Protezione Internazionale del CNF, appariva la giusta sede per esaminare quanto sta avvenendo a Gaza sotto il profilo giuridico con riferimento ai principi del diritto umanitario e internazionale” afferma l’ASGI nella lettera giudicando pertanto incomprensibile la scelta del CNF di accettare le richieste formulate dell’Associazione Giuristi Ebrei (AGE) che aveva lamentato l’assenza di un “contraddittorio“.

La funzione della Dr.ssa Albanese non è un’opinione politica da ‘bilanciare‘”, afferma ASGI perché ” interviene come Relatrice speciale delle Nazioni Unite, esercitando una funzione istituzionale e un’autorevolezza che dovrebbero essere riconosciute dall’intera comunità internazionale“.

Secondo l’associazione, la decisione di modificare il titolo e di prevedere ulteriori interventi, revocando anche i crediti formativi, rischia di snaturare l’evento, trasformandolo da un’iniziativa scientifico-giuridica a un “palcoscenico politico” e un “talk-show mediatico”. Revocare i crediti formativi, a parere dell’ASGI, “costituisce un pericoloso precedente, un segno tangibile di un’ingerenza politica che ben potrebbe, in futuro, essere esercitata con riferimento a qualsiasi altra iniziativa promossa nell’ambito della tutela dei diritti umani“.

L’ASGI chiede quindi che il CNF ritorni all’organizzazione originaria del convegno, ribadendo il proprio sostegno a Francesca Albanese e all’Avv. Barbara Spinelli, la cui professionalità e impegno nella tutela dei diritti umani sono stati oggetto di una “campagna di denigrazione”.

L’associazione conferma la sua presenza all’evento, anche per denunciare il silenzio colpevole delle istituzioni italiane riguardo all’esecuzione degli ordini di rilascio di visti umanitari per i civili di Gaza.

Per chi desidera essere presente, qui trova il modulo di iscrizione . Qui il programma dopo le modifiche.


Egregio Sig. Presidente,
abbiamo accolto molto positivamente la scelta del Consiglio Nazionale Forense di organizzzare per il prossimo 4 Settembre il convegno dal titolo “La violazione dei diritti umani a Gaza e nei territori occupati”, con la partecipazione della Relatrice speciale ONU Dr.ssa Francesca Albanese e della Collega Avv. Barbara Spinelli del Foro di Bologna.
A fronte del genocidio in corso, della morte per fame di uomini, donne e bambini, dell’uccisione di giornalisti e giornaliste, operatori e operatrici sanitarie, della sistematica distruzione di case, scuole, ospedali, il convegno, promosso su impulso della Commissione Diritti Umani e Protezione Internazionale del CNF, appariva la giusta sede per esaminare quanto sta avvenendo a Gaza sotto il profilo giuridico con riferimento ai principi del diritto umanitario e internazionale.
Riteniamo pertanto incomprensibile la scelta di accettare le richieste formulate dell’Associazione Giuristi Ebrei (AGE), che ha lamentato l’assenza di contraddittorio e chiesto di integrare il programma, tenuto conto che la dott.ssa Albanese interviene come Relatrice speciale delle Nazioni Unite e che la stessa esercita una funzione istituzionale riconosciuta a livello multilaterale, con un’autorevolezza che dovrebbe essere riconosciuta dall’intera comunità internazionale.
Crediamo che la decisione di modificare il titolo e di prevedere ulteriori interventi, revocando i crediti all’evento, peraltro senza passaggi formali ed interlocuzione rispetto alla decisione definitiva con la Dr.ssa Albanese e la Collega Avv. Spinelli, rischi di modificare l’assetto originario del convegno e di trasformarlo da evento squisitamente giuridico ad iniziativa oggetto di strumentalizzazione politica.
Altresì riteniamo che la revoca dei crediti formativi prima riconosciuti, quasi a svilire il carattere formativo e scientifico dell’evento, costituisca un pericoloso precedente, un segno tangibile di un’ingerenza politica che ben potrebbe, in futuro, essere esercitata con riferimento a qualsiasi altra iniziativa promossa nell’ambito della tutela dei diritti umani.

Chiediamo quindi che il CNF torni all’originaria organizzazione dell’evento, che già consentiva un’effettiva interlocuzione anche tra differenti punti di vista. Nulla impedirà un successivo evento, declinato in differenti modalità. La tradizione formativa del CNF non consente di dare spazio a un dibattito che, anziché offrire elementi di conoscenza, diverrà un talk-show mediatico, alimentando anche all’interno dell’avvocatura tensione e spinte che non dovrebbero trovare alcuno spazio di legittimità.
Esprimiamo tutto il nostro appoggio, oltre che alla dott.ssa Albanese, anche alla Collega, Avv. Barbara Spinelli, socia ASGI e co-presidente dell’European Lawyers Association for Democracy and Human Rights, il cui curriculum testimonia la serietà e la determinazione a denunciare, ovunque e nei confronti di chiunque, le violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani e condanniamo fermamente la campagna di denigrazione operata nei loro confronti da alcuni organi di stampa.
Manteniamo in ogni caso fermo il nostro impegno ad essere presenti al convegno anche per richiamare ancora una volta l’attenzione sul silenzio colpevole delle istituzioni italiane, rimaste del tutto inerti a fronte degli ordini di rilascio di visti umanitari o per famiglia impartiti dal Tribunale di Roma per 5 nuclei familiari di gazawi, con il rischio di esporre ogni giorno le persone interessate a gravissimi rischi per la vita e l’incolumità personale.

Foto: Jaber Jehad Badwan, CC BY-SA 4.0 – Wikimedia

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