Corte Costituzionale, sentenza n. 77 del 20 aprile 2023
Circolare dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale del 7 aprile 2023, n. 41
Corte di Cassazione, ordinanza 8 marzo 2023
Tribunale di Torino, ordinanza 7 marzo 2023
Consiglio di Stato, sentenza 6 marzo 2023
Corte d’Appello di Trieste, sentenza 23 febbraio 2023
Tribunale di Udine, ordinanza 8 febbraio 2023
Tribunale di Vicenza, ordinanza 6 febbraio 2023
Tribunale di Udine, ordinanza 1 febbraio 2023
Tribunale di Busto Arsizio, ordinanza 2 gennaio 2023
Corte d’Appello dell’Aquila, sentenza 18 gennaio 2023
Tribunale di Milano, ordinanza 12 gennaio 2023
Tribunale di Pordenone, ordinanza 4 dicembre 2022
Tribunale di Bergamo, ordinanza 16 novembre 2022
Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sentenza del 24 maggio 2016
Contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno – DM 6 ottobre 2011 – somma variabile tra gli 80 e i 200 € – sentenza CGUE del 2 settembre 2015 (C-309/14) – contrasto dell’art. 5, comma 2-ter TU immigrazione con la direttiva 109/2003 – contributo sproporzionato rispetto alle finalità perseguite dalla direttiva – esigenza di non creare ostacoli al conseguimento dello status di soggiornante di lungo periodo conferito dalla direttiva – principio comunitario dell’ “effetto utile” -– estensione anche ai permessi di soggiorno più brevi – illegittimità del DM – annullamento
A seguito della sentenza CGUE del 2 settembre 2015 deve essere disapplicata la norma di cui all’art. 5, comma 2-ter TU Immigrazione che prevede il pagamento di una somma variabile tra gli 80 e i 200 € per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno e deve essere conseguentemente annullato il DM 6 ottobre 2011 poiché il contributo ivi previsto è sproporzionato rispetto alle finalità perseguite dalla direttiva 2003/109; il principio comunitario del cd. “effetto utile” ovvero l’esigenza di non creare ostacoli al conseguimento dello status di soggiornante di lungo periodo rende incongrua tale somma anche per la richiesta di permessi di soggiorno più brevi.