Caso Vos Triton: Italia ritenuta responsabile per il respingimento delegato verso la Libia. A. arriva in sicurezza a Roma

Il 23 marzo, alle 14:00 circa, è arrivato in Italia A., una delle 170 persone che il 14 giugno del 2021 erano state soccorse dal mercantile Vos Triton e poi consegnate alla cd. Guardia Costiera libica con il supporto delle autorità italiane. In Libia, a seguito del respingimento, le persone erano state condotte in centri di detenzione e sottoposte ad abusi e violazioni gravissime dei loro diritti fondamentali. Il Tribunale di Roma ha accertato la responsabilità italiana per il coordinamento del respingimento delegato e ordinato il rilascio di un visto d’ingresso per A. per consentirgli di chiedere asilo in Italia.

Nel giugno del 2021, il Centro di coordinamento e soccorso (MRCC Roma) italiano era stato immediatamente informato della necessità di intervenire per soccorrere le 170 persone dalla rete Alarm Phone. Tuttavia, nonostante la consapevolezza che riportare in Libia lɜ naufraghɜ avrebbe avuto conseguenze drammatiche in termini di violazione dei loro diritti, ha dato istruzioni alla Vos Triton di attendere l’arrivo della motovedetta libica Zawiya e di affidargli lɜ naufraghɜ.

Pur non essendo presenti sulla scena assetti navali italiani e benché la Vos Triton batta bandiera di Gibilterra, il Tribunale ha accertato la responsabilità italiana. Secondo il Tribunale, infatti, le azioni ed omissioni del MRCC italiano sono state idonee a fondare una “relazione qualificata” fra A. e l’Italia da cui deriva il “diritto dello stesso ad una misura di riparazione delle violazioni dei diritti umani fondamentali subite in conseguenza della condotta italiana, nella fattispecie consentendone l’ingresso in Italia”.

La decisione cautelare chiarisce che le autorità italiane hanno avuto un ruolo di supporto sostanziale all’intera operazione che le ha messe nella posizione di “responsabilità di garantire il salvataggio di tutti i naufraghi, compreso l’odierno ricorrente, dal recupero in mare fino allo sbarco in un luogo  sicuro, quale la Libia non poteva e non può in nessun caso essere considerato.”  

Secondo Nicola Datena, legale di A. e socio ASGI, 

L’ordinanza stabilisce un principio importantissimo che scardina una  prassi sistematica delle autorità marittime italiane. Queste ultime, nonostante abbiano conoscenza e mezzi per intervenire in soccorso dellɜ migrantɜ in pericolo nel Mediterraneo, per evitare il loro arrivo in Europa, favoriscono e spingono le autorità libiche a riportare – anche con la violenza – le persone in fuga in Libia. Questo tipo di intervento, detto “respingimento delegato”, è stato finalmente dichiarato illegittimo dal Tribunale di Roma.” 

Nicola Datena – socio ASGI

JL Project ha ritrovato in Libia oltre 700 vittime di respingimenti illegali. A. potrà ora presentare richiesta di protezione in Italia. Tantɜ suoɜ compagnɜ sono ancora in Libia, sottopostɜ a violenze e lavori forzati. 

Non dovrebbe servire una sentenza di un Tribunale per preservare un uomo dalla morte in mare. Chiunque dovrebbe poter acquistare un biglietto aereo con un visto di ingresso: solo in questo modo si tutela la vita dei richiedenti asilo, non respingendole nell’inferno libico da cui fuggono; ed è solo in questo modo che si combatte la criminalità organizzata; smettendo di foraggiarla

commenta Alice Basiglini dell’associazione Baobab Experience, che da oggi ospiterà A.

Con questa decisione viene finalmente riconosciuta la regia occulta dell’Italia nel gigantesco sistema dei respingimenti illegali dal mare ai lager libici. Questo spalanca la strada ai progetti legali attivi, come il nostro JLProject, che stanno aiutando le vittime ad ottenere giustizia

afferma Sarita Fratini del JLProject.

Ulteriori informazioni:

La ricostruzione degli eventi è stata possibile grazie alla documentazione prodotta dall’aereo civile “Seabird” della ONG Sea-Watch e dalla rete Alarm Phone e all’immenso lavoro del JLP di riconoscimento delle persone respinte che ha consentito ad A. di avere accesso alla giustizia.

Il ricorso è stato proposto nell’ambito delle attività del progetto Sciabaca&Oruka di ASGI ed è stato patrocinato dallɜ avvocatɜ Nicola Datena, Lucia Gennari, Dario Belluccio e Arturo Salerni.

La ricostruzione dei fatti

Il commento giuridico

Contatti stampa

Avv. Nicola Datena: 3476143572

Adelaide Massimi, Progetto Sciabaca&Oruka, ASGI: 3291279117

Sarita Fratini, JLProject: 347 7186626

Alice Basiglini, Baobab Experience: 3333390580

Chiara Denaro, Alarm Phone: 3292228744

Luca Faenza, Sea Watch: 3388364299