UNAR: Parere su prestazioni sociali familiari e Accordi euromediterranei

L’11 giugno scorso, l’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali) ha inviato ad un Comune italiano che l’aveva richiesto un parere riguardo all’accesso di alcuni cittadini tunisini e marocchini all’assegno INPS per nuclei familiari numerosi, previsto dall’art. 65 della l. n. 448/1998 (D.M. 21.12.2000, n. 452). Il Comune aveva richiesto il parere dell’UNAR in relazione al fatto che i cittadini stranieri suddetti non erano in possesso del permesso di soggiorno UE per lungosoggiornanti, richiesto dalla legge italiana ( legge n. 97/2013) ai fini dell’accesso alla prestazione degli stranieri di Stati terzi, ma potevano ritenersi titolari del diritto sulla base della clausola di parità di trattamento nella materia delle prestazione di sicurezza sociale prevista dagli Accordi euromediterranei sottoscritti con l’Unione europea dai rispettivi Paesi di provenienza.
L’UNAR ha confermato tale diritto, sulla base del principio della diretta applicazione del diritto UE, di cui tali accordi fanno parte, e del primato del diritto UE su ogni norma di diritto interno ad esso incompatibile, con conseguente obbligo delle autorità del Paese membro di applicare la norma interna in maniera compatibile con quella europea ovvero di disapplicare la prima a favore della seconda. Il parere dell’UNAR ricorda che, proprio con riferimento a tali principi, la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17966/2011 ha affermato il diritto dei cittadini di Paesi terzi che ricadono nelle sfere applicative della clausola di parità di trattamento prevista da taluni Accordi euromediterranei, ad accedere alle prestazioni sociali familiari, nonchè a quelle relative alla disabilità e all’assegno sociale, anche a carattere non contributivo, in condizioni di parità di trattamento con i cittadini italiani, a prescindere dal grado di consolidamento del loro soggiorno in Italia, e dunque dal possesso o meno del permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti.

Il parere dell’UNAR dd. 11 giugno 2014

 

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