Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere riconosce la sussistenza dell’aggravante per discriminazione

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con sentenza del 5 luglio 2017, ha condannato quattro giovani italiani per l’aggressione posta in essere nei confronti di alcuni richiedenti protezione internazionale che si trovavano allora ospiti del centro di prima accoglienza “Europa”.

In particolare, i soggetti in questione, dopo aver fatto irruzione nel centro di accoglienza, danneggiando tra l’altro i locali della struttura e pretendendo la restituzione di un telefono cellulare e di una somma di denaro che sarebbero stati oggetto di un presunto furto, avevano pesantemente aggredito e causato una serie di lesioni ai richiedenti protezione internazionale, utilizzando un’arma da fuoco e tronchesi di ferro.

Durante l’aggressione avevano poi rivolto ai cittadini extracomunitari frasi ingiuriose a sfondo razzista quali “vaffanculo…basta nero…dovete andare fuori da qui!” rendendo in questo modo chiaro come la stessa azione fosse espressione di un senso di ostilità per motivi razziali.

Il giudice di Santa Maria Capua Vetere ha dunque riconosciuto la sussistenza dell’aggravante delle finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso di cui all’art. 3 D.L 122/93 in quanto le espressioni utilizzate dagli aggressori manifestavano chiaramente la sussistenza di un pregiudizio di inferiorità nei confronti della “razza africana”.

La sentenza

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