Solidarietà a chi lotta contro le fake news

Pubblichiamo di seguito la lettera che abbiamo sottoscritto su proposto dell’associazione Carta di Roma in solidarietà al presidente ed al Segretario della FNSI Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, nonché al Segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani, per le ripetute minacce ed offese arrivate in questo periodo in seguito alla presa di posizione a favore delle croniste e dei cronisti che hanno smascherato le fake news su migranti e richiedenti asilo.

Il motivo scatenante è stata la notizia relativa al cane che sarebbe stato mangiato dai migranti nella villa di tale signora Rosy sull’isola di Lampedusa. La “notizia” è stata subito smentita da Angela Caponnetto di Rainews24 e da Nello Scavo dell’Avvenire.

La solidarietà condivisa

L’Associazione Carta di Roma a nome di tutte le associazioni che ne fanno parte, esprime piena solidarietà al Presidente ed al Segretario della FNSI Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, nonché al Segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani, per le ripetute minacce ed offese arrivate in questo periodo in seguito alla presa di posizione a favore delle croniste e dei cronisti che hanno smascherato le fake news su migranti e richiedenti asilo

La distorsione della realtà è da sempre lo strumento principale di chi vuole confondere e creare allarme intorno al tema immigrazione. Il meccanismo è sempre uguale a se stesso, si concentra su dettagli irrilevanti nel tentativo di trasformare in farsa eventi tragici. Si parla ad esempio, dello smalto sulle unghie di una sopravvissuta ad un naufragio nel tentativo di insinuare dubbi che quel naufragio fosse reale; si trasformano i corpi di bambini annegati in “bambolotti” per gridare alla montatura, per affermare che non è reale quello che mostrano le immagini; si lanciano falsi allarmi sanitari su presunte epidemie portate dai migranti, si parla di lebbra, di ebola, di colera, senza che ci siano mai riscontri nella realtà; si cercano pose innaturali in uno scatto che dimostri l’esistenza della costruzione di un set cinematografico per creare un falso naufragio con false vittime annegate; si costruisce il fantasma dei soccorritori scafisti; si costruisce una falsa notizia che racconta di migranti che mangiano prima gatti, poi cani.

Fa tutto parte di un disegno preciso che ha il solo scopo di seminare paura attraverso la disinformazione che trova nella pretesa di una invasione, continuamente smentita nei fatti, la sintesi della sua non aderenza alla verità sostanziale dei fatti, la cui ricerca dovrebbe essere la prima regola del giornalismo.

Sappiamo che la realtà è ben diversa, è fatta essenzialmente di uomini e donne e bambini in cerca di un approdo sicuro e di un continente, l’Europa, che si gira dall’altra parte mentre quell’approdo si fa sempre più letale.

Pertanto vogliamo manifestare con decisione la nostra sentita, corale ed attiva solidarietà.

Valerio Cataldi – Associazione Carta di Roma

Luigi Manconi – A buon diritto
Antonio Russo – ACLI
Riccardo Noury – Amnesty International Italia
Guglielmo Micucci – AMREF
Filippo Miraglia – ARCI
Lorenzo Trucco – ASGI
Carlo Stasolla – Associazione 21 Luglio
Padre Camillo Ripamonti – Centro Astalli
Roberto Zaccaria – Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR)
Anna Meli – Cospe
Gian Mario Gillio – Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane (FCEI)
Marco Carniani – Il Pettirosso
Grazia Naletto – Lunaria
Laurence Hart – Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM)
Stefano Caredda – Redattore sociale
Triantafillos Loukarelis – Direttore Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)
Chiara Cardoletti – Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino

La risposta di Beppe Giulietti:

Ringrazio tutte e tutti per la solidarietà ricevuta in questi giorni, ma sarà bene chiarire che il “pestaggio mediatico” che ho subito ad opera delle “bestie” e degli squadristi da tastiera, é scattato perché ho difeso croniste e cronisti davvero in pericolo ed esposti, da tempo, alle loro ingiurie e ai loro manganelli, per ora ancora simbolici.

La lettera pubblicata da Il Fatto, 22 agosto 2020


Photo by Hannah Busing on Unsplash


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