Sfruttamento lavorativo dei migranti – Il report della Commissione UE

La Commissione europea ha inviato al parlamento ed al Consiglio europeo  i risultati delle verifiche effettuate sull’applicazione della direttiva 2009/52/CE, del 18 giugno 2009, che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare negli Stati membri.

La direttiva 2009/52/CE, adottata il 18 giugno 2009,  inasprisce le sanzioni contro il lavoro illegale e migliora i meccanismi di rilevamento, prevedendo misure di protezione finalizzate a porre rimedio alle ingiustizie subite dai migranti irregolari.

Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva 2009/52/CE nelle rispettive legislazioni nazionali entro il 20 luglio 20117. La Commissione ha avviato procedimenti di infrazione nei confronti di 20 Stati membri per mancato recepimento della direttiva entro i termini previsti, procedimenti che nel frattempo sono stati chiusi.
Prima di adottare le disposizioni di recepimento, l’Italia e il Lussemburgo hanno concesso ai datori di lavoro un periodo per dichiarare i migranti in posizione irregolare che lavoravano per loro e, pur imponendo il pagamento di sanzioni e il rispetto di certe condizioni, hanno previsto meccanismi di regolarizzazione.
Oggi tutti gli Stati membri vincolati dalla direttiva vietano l’impiego di migranti irregolari e solo pochi ammettono eccezioni per coloro ai quali è stato differito l’allontanamento.
Diversi Stati membri hanno deciso di estendere il campo di applicazione della direttiva anche ai cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è regolare ma il cui permesso di soggiorno non consente loro di esercitare un’attività economica.

La presente comunicazione soddisfa l’obbligo della Commissione di presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione riguardante l’applicazione della direttiva sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro. Fornisce un quadro delle sanzioni finanziarie e penali che possono essere comminate in tutta l’UE nei confronti della catena di datori di lavoro per lavoro illegale (I). Successivamente, esamina l’attuazione nelle
legislazioni nazionali delle misure di protezione per i migranti assunti illegalmente (II).Infine, descrive il modo in cui gli Stati membri hanno recepito i meccanismi previsti dalla direttiva per individuare e sanzionare con efficacia il lavoro illegale fornendo altresì una valutazione delle relazioni di ispezione degli Stati membri.

La comunicazione della Commissione Ue

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