Preoccupazione per le sorti di Rida Fahil al-Bom, membro della Libyan Platform Coalition

ASGI ha appreso con apprensione che nella giornata di sabato 14 dicembre il giornalista e attivista per i diritti umani Rida Fahil al-Bom è stato arrestato all’aeroporto di Tripoli al suo rientro dalla Tunisia. Il Ministero dell’Interno ha confermato di aver prelevato al-Bom, che attualmente è detenuto in un luogo sconosciuto e senza contatti con l’esterno.

Condividiamo l’appello del Cairo Institute for Human Rights Studies, partner del progetto ASGI Sciabaca, per la sua immediata liberazione.


Appello Urgente: Le autorità libiche devono immediatamente liberare il giornalista Rida Fahil al Bom

I membri dell’organizzazione della Libya Platform Coalition1 si appellano alle autorità esecutive della Libia ovest, subordinate al Governo di Accordo Nazionale, affinché rilascino immediatamente Rida Fahil al-Bom, il quale è al momento detenuto in una struttura dell’intelligence a Tripoli.

Al-Bom, un importante giornalista e difensore dei diritti umani, ha fondato la Libyan Organization for Independent Media e si impegna a favore della libertà di opinione e di espressione. Per anni ha formato giornalisti nell’ambito dei diritti umani, ha preso parte a dibattiti al fine di offrire proposte per riformare l’attuale legislazione libica al fine di tutelare il diritto di libertà di espressione. Ha anche documentato violazioni del diritto di libertà di espressione in Libia a danno di giornalisti libici e stranieri esponendo pubblicamente tali abusi attraverso il suo lavoro giornalistico e di difesa di diritti umani.

Secondo le fonti della Libya Platform, al-Bom è scomparso Sabato 14 dicembre 2019, dopo essere arrivato all’aeroporto di Mitiga, l’unico aeroporto di Tripoli. Stava tornando dalla Tunisia, dove ha preso parte a delle attività organizzate in occasione del Giorno dei Diritti Umani. Dopo poche ore, è stato chiaro che era stato trattenuto in un luogo non reso noto senza possibilità di usare il telefono e di comunicare con la famiglia, che lo ha aspettato al gate dell’aeroporto per ore.

In un comunicato, il Ministro dell’Interno ha dichiarato che la General Intelligence di Tripoli ha prelevato al-Bom all’aeroporto.

La Libya Platform ritiene le autorità libiche di Tripoli pienamente responsabili della sicurezza fisica e psicologica del giornalista Rida Fahil al-Bom. Condanniamo l’uso di accuse eccessivamente generiche finalizzate a rivalersi contro difensori dei diritti umani e giornalisti libici, come l’accusa di comunicare con enti esteri per calpestare le tradizioni della società libica. Sollecitiamo inoltre le autorità libiche a rispettare gli obblighi definiti dalla Convenzione internazionale su diritti civili e politici, che garantisce il diritto illimitato alla libertà di espressione.

Le autorità devono assicurarsi che a Rida Fahil al-Bom vengano garantiti i diritti legali ad una difesa interrogandolo quindi solo in presenza del suo rappresentante legale e portandolo davanti al Pubblico Ministero. La Libya Platform richiede inoltre al Relatore Speciale delle Nazioni Unite della difesa dei diritti umani e al Relatore Speciale della libertà di opinione ed espressione di intervenire urgentemente per assicurare il suo rilascio.


1 Fondata nel 2016, la visione della coalizione è di creare uno spazio di incontro, dialogo e coordinamento in grado di sviluppare il ruolo della società civile libica nella promozione della libertà pubblica e dei diritti umani, sviluppando e integrando strategie di cambiamento e di influenza a vari livelli. I membri della coalizione hanno concordato i seguenti obiettivi: porre fine all’isolamento tra le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani che lavorano sia in Libia che all’estero, con l’aspirazione di migliorarne il coordinamento e il dialogo, e di sviluppare una riflessione tra i membri della società civile libica per porre in atto una strategia di cambiamento comune. La Libya Platform si impegna a rafforzare e sviluppare il ruolo delle organizzazioni della società civile nella partecipazione alle attività di advocacy locali, regionali e internazionali con l’obiettivo di porre fine all’impunità e di combattere violenze e hate-speech, assicurando libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, e proteggendo giornalisti e difensori di diritti umani. Infine, la Lybian Platform sostiene l’adozione di soluzioni pacifiche da parte di organizzazioni della società civile, monitorando l’attuazione di accordi, assicurando il loro coinvolgimento nei periodi di transizione, e promuovendo una cultura di coesistenza pacifica e accettazione dell’altro.

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