“Ordinanza anti – Ebola” a Telgate: alcune precisazioni dell’ASGI

Con riferimento alla delibera 83/2015 della Giunta di Telgate nella quale si fa riferimento a un asserito accordo transattivo in merito al contenzioso sulla delibera 50/2014, ASGI intende precisare quanto segue:

  • le parti non hanno raggiunto alcun accordo transattivo.
  • Il giorno dell’udienza finale (27.06.2015) l’amministrazione comunale si è presentata in udienza affermando che la sera precedente aveva revocato la delibera contestata e ne aveva emessa altra di contenuto diverso (senza peraltro avvisare di ciò neppure i legali dei ricorrenti).
  • Tale modifica ha fatto ovviamente venir meno, dal punto di vista tecnico, la possibilità di proseguire il giudizio, essendo caducato l’atto amministrativo in relazione al quale detto giudizio era stato instaurato.

Le associazioni ricorrenti hanno, quindi, chiesto che il Giudice si pronunciasse sulla questione delle spese di causa, l’unica che resta da decidere quando viene meno, per un evento sopravvenuto, l’originaria materia del contendere.
Tuttavia, il Comune ha subito dichiarato che avrebbe provveduto al pagamento – con ciò evidentemente riconoscendo il pieno fondamento dell’azione promossa dalle associazioni- , facendo venir meno completamente le ragioni per proseguire nel giudizio.
La causa è stata pertanto abbandonata dalle parti, che non si sono presentate alla successiva udienza, si ribadisce, senza alcun “accordo transattivo” sul merito della questione.
In ordine alla nuova ordinanza 32/2015, le associazioni prendono atto che, proprio per effetto del giudizio promosso avanti il Tribunale, il Sindaco ha rimosso le parti più clamorosamente discriminatorie della precedente e soprattutto la pretesa di sottoporre gli stranieri a una sorta di controllo sanitario obbligatorio che, come tutti sanno, non può essere imposto dal sindaco né da altre autorità per effetto dell’art. 32 della Costituzione.
Prendono, tuttavia, anche atto del fatto che – al solo fine di coprire gli errori commessi in precedenza – il Sindaco ha voluto ribadire l’esistenza di un suo “potere di ordinanza” in materia sanitaria che invece la legge gli attribuisce esclusivamente in presenza di gravi emergenze di carattere locale.
Tuttavia, si fa presente che  la nuova “ordinanza” non ordina niente a nessuno (nel testo si utilizza il termine ” invitare”) .
Inoltre è noto che per perseguire il condivisibile obiettivo di avvicinare cittadini e stranieri al SSN (come è stato stato dichiarato in giudizio e ora affermato nella nuova ordinanza dall’ente locale) non servono ordinanze discriminatorie coma la n. 50/2014  – adottata e poi revocata, il tutto a spese della collettività –  né come quella attuale.
E’ necessario, invece,  un serio lavoro di collaborazione con l’ASL che non richiede alcun potere d’imperio, ma solo conoscenza delle situazioni e coordinamento con le altre pubbliche amministrazioni.
Non si può quindi che stigmatizzare questa scelta di utilizzare ancora una volta i poteri conferiti alla Pubblica amministrazione ai fini non evidentemente di pubblica utilità, con grave danno dei principi di legalità e di efficienza.
A fronte di ciò le associazioni ricorrenti presenteranno nei prossimi giorni una segnalazione al Prefetto affinché intervenga su un uso così clamorosamente illegittimo del potere di ordinanza e, in caso di mancato intervento, si riservano di impugnare giudizialmente il nuovo atto.

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