Nuovi criteri per l’esame delle richieste di emersione dal lavoro irregolare avviata nel 2012

A seguito del recente parere espresso dal Consiglio di Stato – Sezione Prima – il 28 aprile ed in ragione delle nuove linee interpretative emanate dal Ministero dell’Interno il 4 maggio, sono stati riconsiderati alcuni dei criteri che avevano improntato, presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione, le istruttorie concernenti l’emersione del lavoro irregolare per l’anno 2012.

Lo ha comunicato la Prefettura di Brescia che pubblica sul suo sito internet  i 3 atti di indirizzo  (rispettivamente Prot. n. 12706/12B.10.29/GAB del 25/05/2015, Prot. n. 17217/12B.10.29/GAB del 3/07/2015 e Prot. n. 23310/12B.10.29/GAB del 15/09/2015), con i quali vengono definiti i criteri di riesame delle pratiche di Emersione dal lavoro irregolare per l’anno 2012.

 

 

In particolare si segnala che :

  • Le richieste di emersione, conclusasi con il rigetto o con l’archiviazione della pratica relativamente al requisito della dimostrazione della presenza in Italia alla data del 31 dicembre 2011,  verranno esaminate su istanza di parte e senza limite temporale. Le domande di chi ha già in corso un ricorso/appello saranno automaticamente riesaminate senza dover procedere nel farne richiesta.
  • Al fine della dimostrazione della presenza sul territorio alla data indicata, devono essere considerati validi i certificati medici provenienti da Organismi pubblici, intesi come strutture organizzate, oppure persone fisiche o giuridiche che per delega, incarico o affidamento o cessione svolgono attività, funzioni , servizi pubblici o ad interesse pubblico.
  • Sono da considerarsi provenienti da “pubblico organismo” i certificati medici rilasciati da medici di base o convenzionati.
  • L‘eventuale uscita e reingresso in Italia non vanno considerati ostativi se avvenuti nel rispetto delle norme che regolano i rispettivi rapporti di lavoro per i quali si chiede la regolarizzazione.
  • Il requisito della regolarità contributiva s’instaura con il pagamento della prima rata e le successive si possono rateizzare.
  • E’ da ritenersi legittimo il pagamento del contributo forfetario di 6 mesi anche se realizzato tardivamente rispetto ai termini indicati o dopo la cessazione del rapporto di lavoro interessato alla regolarizzazione e dà diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
  • Per i casi di dichiarazione contraffatta è data la possibilità di presentare documentazione autentica che attesti il possesso dei requisiti di presenza, fermo restando il fatto che i lavoratori dovranno comunque rispondere delle dichiarazioni false.

 

Laddove risultino discordanze tra dichiarazioni presentate nella domanda di emersione e altre rilasciate alle autorità preposte, è possibile presentare domanda di riesame allegando nuova documentazione che lo Sportello Unico riesaminerà.

 

 

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