Nessun rifugio sicuro: richiedenti asilo e rifugiati privati di protezione effettiva in Turchia

E’ il titolo del documento reso noto da Amnesty International il 3 giugno 2016 in cui si denuncia  l’inadeguatezza del sistema d’asilo della Turchia e le difficoltà cui vanno incontro i rifugiati fatti rientrare nel paese.

 

Dure le critiche all’Unione europea da parte dell’organizzazione che difende i diritti umani e che sta monitorando sulle condizioni dei migranti in Turchia, soprattutto a seguito dell’entrata in vigore dell’accordo UE- Turchia sottoscritto lo scorso marzo.

Nel rapporto si illustra come il sistema d’asilo della Turchia non soddisfi tre requisiti fondamentali previsti dal diritto internazionale per il ritorno dei richiedenti asilo: lo status, una soluzione duratura nel tempo e la disponibilità dei mezzi di sostentamento.

  • Lo status
    La Turchia non è in grado di esaminare le domande d’asilo, col risultato che centinaia di migliaia di persone restano in un limbo giuridico anche per anni. Le autorità di Ankara hanno rifiutato di fornire ad Amnesty International dati sull’asilo. Ad aprile, tuttavia, avevano dichiarato di aver esaminato circa 4000 domande, ossia il 1,5 per cento delle 266.000 domande d’asilo registrate nel 2015 dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati.
  • Una soluzione duratura nel tempo
    I rifugiati dovrebbero essere integrati nel paese che li ha riconosciuti tali, reinsediati in un altro paese o, se le condizioni di sicurezza lo consentono, rinviati nel paese di origine. Da un lato, la Turchia nega lo status completo di rifugiato a tutti i richiedenti non europei; dall’altro, la comunità internazionale non mette minimamente a disposizione posti sufficienti per il reinsediamento. Il risultato è che i rifugiati si ritrovano doppiamente vincolati: nei prossimi anni non potranno ricostruire le loro vite in Turchia ma avranno anche poca speranza di farlo in un altro paese.
  • Mezzi di sostentamento 
    La vasta maggioranza dei siriani e degli altri rifugiati presenti in Turchia deve cercarsi un posto dove vivere senza l’assistenza del governo turco. Sebbene ospitino oltre 264.000 rifugiati siriani in campi situati nelle province meridionali di confine, le autorità turche non sono realisticamente in grado di fornire un riparo al restante 90 per cento (ossia 2.480.000 persone). Quanto ai 400.000 rifugiati non siriani, sono stati messi a disposizione alloggi popolari a 100 di essi (lo 0,025 per cento del totale). Questo significa che circa tre milioni di richiedenti asilo e rifugiati sono lasciati a sé stessi nella ricerca di un riparo.

 

Qui il rapporto completo

 

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