Lombardia, Dote sport: il bando è discriminatorio

ASGI e APN: vengono esclusi i bambini delle famiglie residenti da meno di 5 anni. Violata la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo.

La regione Lombardia ha emanato un decreto che invita i Comuni del suo territorio ad aderire all’iniziativa denominata “Dote Sport” che, in via sperimentale, mette a disposizione per quest’anno 1,6 milioni di euro, destinati ad aiutare le famiglie a sostenere il costo per le attività sportive dei propri figli.

Il bando, rivolto a minori appartenenti alle famiglie residenti in Lombardia , che s’iscriveranno e frequenteranno un corso o un’attività sportiva nel periodo settembre 2015 – giugno 2016 (per il quale le famiglie possono presentare domanda fino al 19 ottobre 2015), prevede , tuttavia, che il contributo sia riservato alle sole famiglie ove almeno un componente sia residente in Regione da almeno 5 anni.

Si tratta di una previsione illegittima in quanto, differenziando la condizione dei bambini a seconda delle scelte di mobilità che i genitori hanno compiuto nel recente passato, la Regione Lombardia appare agire in violazione dell’art.2 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo che prevede che i minori debbano godere dei diritti garantiti dalla legge senza discriminazioni che dipendano dalla condizione dei genitori.

Le associazioni ASGI e APN invitano, pertanto, i Comuni che aderiscono all’iniziativa della Regione ad accogliere le domande di tutte le famiglie, anche prive dei requisiti di residenza previsti dal bando, che, in quanto discriminatori, debbono essere ritenuti illegittimi.

Le associazioni invitano, infine, il Consiglio Regionale a modificare il bando, evitando cosi l’insorgere di un ulteriore contenzioso giudiziario a tutela dei diritti dei bambini.
Contatti
Ufficio stampa ASGI – info@asgi.it – 3470091756
Servizio antidiscriminazione ASGI – antidiscriminazione@asgi.it – 3473475357

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