La tutela del lavoratore in caso di mancata o interrotta regolarizzazione

Le scelte del legislatore in occasione dell’ultimo provvedimento per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri irregolari hanno per un verso facilitato gli illeciti comportamenti di alcuni datori di lavoro e nel contempo reso inutilmente difficoltoso alla maggior parte dei datori di lavoro onesti l’esito positivo delle procedure intraprese.

di Paolo Morozzo della Rocca
ordinario di diritto privato, Università di Urbino

L’articolo è pubblicato nella Rubrica “Diritti senza confini”, nata dalla collaborazione fra le Riviste Questione Giustizia e Diritto Immigrazione e Cittadinanza per rispondere all’esigenza di promuovere, con tempestività e in modo incisivo il dibattito giuridico sulle principali questioni inerenti al diritto degli stranieri. Vai alla Rubrica.

Sommario

1. La prospettiva di indagine

2. Non è solo colpa della pandemia se questa regolarizzazione è peggiore delle precedenti

3. Sulla regolarizzazione mediante dichiarazione non vincolante di disponibilità ad assumere in futuro il lavoratore straniero

4. L’onere di esibizione del certificato di idoneità alloggiativa incentiva le rinunce e avvantaggia i simulatori

5. La responsabilità civile del datore di lavoro per la mancata regolarizzazione del lavoratore in caso di inerzia o negligenza nello svolgimento delle procedure

6. Altre possibili conseguenze della mancata regolarizzazione per il datore di lavoro

7. Sul timore dello straniero irregolarmente soggiornante di agire in giudizio: un rischio conveniente?

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