Interrogazione parlamentare sui finanziamenti alla Libia

Depositata un’interrogazione parlamentare diretta al ministro dell’Interno e a quello degli Affari Esteri per chiedere maggiori chiarimenti riguardo all’utilizzo di fondi italiani dati alla Libia nell’ambito del programma immigrazione denominato Integrated border management.

Ne parla il quotidiano Domani che pubblica ampi stralci del testo presentato.

L’interrogazione cita l’inchiesta internazionale pubblicata dallo stesso quotidiano, sviluppata in collaborazione con Lighthouse Reports, Der Spiegel, Liberation e la televisione tedesca ARD Monitor che documenta ” i respingimenti con il supporto dei mezzi aerei europei e maltesi per riportare i rifugiati verso la Libia” per interrogarsi sull’utilizzo dei finanziamenti alla base delle operazioni nel mar Mediterraneo.

Del finanziamento di 46 ml di Euro – di cui 42 provenienti dal EUTFA (Fondo Fiduciario Europeo per l’Africa” – approvato nel 2017, per ” attività attuate dal Ministero dell’Interno italiano e destinate a rafforzare le capacità operative delle autorità libiche nella gestione dei confini terrestri e marittimi finalizzata all’intercettazione di migranti e rifugiati nel Mediterraneo centrale da rinchiudere in condizioni di tortura e schiavitù nei centri di detenzione“, ne risultano spesi circa 6 ml a settembre 2020. 

Nell’interrogazione si legge: «le attività implementate comprendono la fornitura di imbarcazioni alla polizia libica, di veicoli Land Cruiser Toyota e Minibus Iveco alle “autorità libiche”, l’appalto per la fornitura di 14 ambulanze per il pronto soccorso da consegnare allo “stato Libico”, servizi di “assistenza tecnica e consulenza specialistica per le esigenze della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere” appaltati a società di consulenza esterne e le formazioni rivolte alla Polizia libica».

A tal fine il deputato Erasmo Palazzotto chiede tramite l’interrogazione chiarimenti ai ministri per capire «quali siano nel dettaglio i provvedimenti di spesa già effettuati in relazione ai fondi del programma IBM, quali sono esattamente le autorità libiche che ricevono tali fondi, se esiste un piano per la spesa dei fondi stanziati rimanenti e se l’MRCC libico, una delle attività incluse nella prima fase di IBM, sia stato realizzato e operi autonomamente, anche al fine di escludere l’eventualità che l’Italia possa di fatto fungere da coordinamento tramite le imbarcazioni italiane di stanza a Tripoli».

ASGI, sul tema, ha recentemente pubblicato un approfondimento su il diritto alla trasparenza nei finanziamenti volti alla gestione integrata delle frontiere nel caso dei rapporti con la Libia e ha sviluppato azioni congiunte a livello internazionale quali:

  • l’11 giugno 2020 GLAN (Global Legal Action Network), ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) hanno presentato una Petizione al Parlamento Europeo in base all’art. 227 del Trattato dell’Unione Europea (TUE), riguardante la cattiva gestione dei fondi UE impiegati nel progetto “Support to Integrated Border and Migration Management in Libya’ (IBM) Programme” finanziato tramite il Fondo Fiduciario per l’Africa (EUTFA).

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