Corte di Giustizia dell’Unione europea : libertà di circolazione e integrazione dei beneficiari di protezione internazionale

La Corte di giustizia si è pronunciata sui rapporti tra la libertà di circolazione dei beneficiari di protezione internazionale e le misure intese a facilitare la loro integrazione con la sentenza nelle cause riunite C-443/14, C-444/14.

La Corte ha dichiarato che “l’articolo 33 della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, deve essere interpretato nel senso che un obbligo di residenza imposto ad un beneficiario dello status di protezione costituisce una restrizione della libertà di circolazione garantita dall’articolo sopra citato, anche nel caso in cui tale misura non vieti a detto beneficiario di spostarsi liberamente nel territorio dello Stato membro che ha concesso tale protezione e di soggiornare temporaneamente in questo territorio al di fuori del luogo designato con l’obbligo di residenza.
 
Gli articoli 29 e 33 della direttiva 2011/95 devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che ad un beneficiario dello status di protezione sussidiaria, percettore di talune prestazioni sociali specifiche, venga imposto un obbligo di al fine di realizzare un’adeguata ripartizione degli oneri derivanti dall’erogazione di dette prestazioni tra i diversi enti competenti in materia.
 
L’articolo 33 della direttiva 2011/95 deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che ad un beneficiario dello status di protezione sussidiaria, percettore di talune prestazioni sociali specifiche, venga imposto un obbligo di residenza, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi nello Stato membro che ha concesso la suddetta protezione, circostanza questa che spetta al giudice del rinvio verificare.”

 

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