In FVG bandi pubblici aperti anche agli infermieri stranieri col permesso di soggiorno

E’ il primo caso in Italia di attuazione nei concorsi pubblici per l’assunzione in ruolo presso le P.A. della disposizione specifica rivolta agli infermieri di Paesi terzi .

 

Il bando di concorso regionale per l’assunzione di n. 173 infermieri professionali presso diversi enti del SSR del FVG (scadenza dei termini 1 ottobre 2015) è aperto a tutti gli stranieri regolamente soggiornanti con un permesso valido per lavorare in Italia.

Lo comunica in una nota l’ufficio del Garante regionale contro le discriminazioni ricordando che, in questo modo, “la Regione FVG ha inteso aprire il bando anche a tutti gli infermieri di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Italia in possesso naturalmente del titolo di studio e degli altri requisiti richiesti. Non solamente  ai cittadini stranieri di Paesi terzi titolari di permesso di soggiorno permanente in quanto familiari di cittadini italiani o di altri Paesi UE, o titolari di permesso per soggiornanti di lungo periodo (art. 9 d.lgs. n. 286/98), o rifugiati o titolari della protezione sussidiaria, così come previsto dall’art. 38 d.lgs. n. 165/2001 così come modificato dalla legge n. 97/2013, dando così attuazione all’art. 27 c. 1 lett. r) del d.lgs. n. 286/98, così come attuato dall’art. 40 c. 21 del d.P.R. n. 394/99.

“Si tratta” afferma il Garante regionale Walter Citti”  di uno dei pochi casi in Italia e della prima volta nel FVG in cui la disposizione specifica rivolta agli infermieri di Paesi terzi ha trovato effettiva attuazione nell’ambito dei concorsi pubblici per l’assunzione in ruolo presso le P.A.; tematica che negli anni scorsi aveva causato un significativo contenzioso giudiziario anche nella nostra regione.”

Il Garante regionale dei diritti della persona – componente con funzioni di garanzia per le persone a rischio di discriminazione – ricorda nella nota il suo intervento sull’argomento con un promemoria inviato nel luglio scorso all’Assessore alla Salute del FVG  e conclude confidando che “tale buona prassi del FVG possa essere seguita anche da altre amministrazioni pubbliche in altre regioni, nell’ottica della costruzione di una società più inclusiva e fondata sulle pari opportunità”.

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