Illegittima l’ordinanza del sindaco che vieta la mendicità

Il Presidente della Repubblica – accogliendo il ricorso straordinario presentato dall’associazione Avvocati di Strada e da una ricorrente – ha dichiarato illegittima l’ordinanza n. 35/2015 del Comune di Molinella che vietava di porre in essere forme di accattonaggio, in qualunque modalità, in ogni spazio pubblico o aperto al pubblico.

 Con decreto del 3.4.2017 il Presidente della Repubblica – su parere del Consiglio di Stato, sezione prima, est. Realfonzo, pres. Torsello del 9.11.2016 –   ha annullato l’ordinanza del Comune di Molinella in tema di divieto di accattonaggio.

Tre i punti salienti della pronuncia:

  • violazione dell’art. 54 TUEL per l’inesistenza di una delle situazioni “extra ordinem” che consentono l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti;
  • assenza di qualsiasi minaccia alla tranquillità e all’ordine pubblico qualora la mendicità avvenga in forma non invasiva;
  • illegittimità dell’ordinanza sindacale a causa dell’assenza di un termine finale di scadenza del provvedimento.

 

Sul primo punto  il Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 54 – che consente al sindaco di intervenire quale ufficiale del governo in materia di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica – richiede sempre che l’intervento avvenga nei limiti fissati dal D.M. 5 agosto 2008 e dunque sempre in situazioni di necessità e urgenza che come tali non consentono di utilizzare procedure ordinarie.

Sul secondo punto il Consiglio di Stato ha riconosciuto che la mendicità non invasiva, di per sé, non è in alcun modo una minaccia alla tranquillità pubblica ed all’ordine pubblico, in quanto tali beni non possono dirsi seriamente posti in pericolo dalla mera questua, che si risolve cioè in una semplice richiesta di aiuto (Corte Costituzionale, 28/12/1995, n. 519) e che i comportamenti dei mendicanti che travalicano “i limiti della civile convivenza”, visto il loro carattere di generalità e non urgenza, devono essere semmai disciplinati “dai regolamenti comunali e dai relativi ordinari provvedimenti repressivi”. 

Infine sul terzo punto il Consiglio di Stato ha riconosciuto un profilo di illegittimità nella mancanza del termine finale di scadenza del provvedimento (indicativo della sua contingibilità e urgenza) laddove “il Giudice delle Leggi ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art . 54 comma 4 T.U.E.L… nella parte in cui consentiva al sindaco, quale ufficiale de l Governo, l’adozione di provvedimenti a contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato , al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino la sicurezza urbana(cfr. Corte Costituzionale, 07/04/2011)”.

Questa decisione giunge a pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 93 del 21 aprile 2017) del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” e della legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48. Tale pacchetto di misure, tra le altre cose, modifica l’art. 54 del TUEL introducendo il comma 4 bis che specifica i concetti di “incolumità pubblica” e “sicurezza urbana” precisando che il primo concetto è diretto “a tutelare l’integrità fisica della popolazione”, mentre il secondo è diretto a “prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti”.

La modifica introdotta non fa peraltro alcun riferimento alla mendicità in quanto tale ma esclusivamente all’accattonaggio con minori e disabili. Anche con la nuova legge cit. restano  fermi i principi sanciti dalla decisione del Presidente della Repubblica come fermi rimangono i poteri dei sindaci, quali ufficiali di governo, di adottare ordinanze contingibili ed urgenti caratterizzate dal requisito di temporaneità.

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