Elezioni politiche in Italia : l’immigrazione nei programmi dei partiti

“Perché è così lungo l’elenco dei problemi urgenti; e così corto quello degli scritti nei quali sia chiaramente chiarito il contenuto di essi? Come si può deliberare senza conoscere?”, così scriveva Luigi Einaudi nel 1956 nelle sue “Prediche inutili”.

Le elezioni parlamentari in uno Stato democratico-sociale fondato sulla democrazia rappresentativa sono uno dei momenti più importanti della partecipazione popolare, quello in cui si eleggono le due Camere del Parlamento che esercitano la funzione legislativa, la revisione costituzionale e l’indirizzo e il controllo sull’operato del Governo.

Di seguito sono assemblati i testi integrali dei programmi ufficiali di tutti i maggiori partiti in materia di stranieri, immigrazione, asilo, cittadinanza e dintorni e si dà conto se alcuni programmi non prevedono nulla in materia.


PROGRAMMI ELETTORALI 2018 IN MATERIA DI STRANIERI, IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA –  Il documento completo con tutti i programmi

A cura del prof. Paolo Bonetti, Università Milano Bicocca


 

 

PROGRAMMI DI FORZA ITALIA/ LEGA/ FRATELLI D’ITALIA/ NOI CON L’ITALIA-UDC

Dai testi (identici) pubblicati nel sito del Ministero dell’interno:
(…)
3 “Meno vincoli dall’Europa”
(…)
Revisione dei trattati europei
(…)
Prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario, sul modello tedesco (recupero di sovranità)
(…)
4 “Più aiuto a chi ha bisogno”
(…)
Azzeramento della povertà assoluta con un grande Piano di sostegno ai cittadini italiani in condizione di estrema indigenza, allo scopo di ridare loro dignità economica
(…)
5 “Più sicurezza per tutti”:
– Lotta al terrorismo
– Ripresa del controllo dei confini
– Blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e stipula di trattati e accordi con i Paesi di origine dei migranti economici – Piano Marshall per l’Africa
– Rimpatrio di tutti i clandestini
– Abolizione dell’anomalia solo italiana della concessione indiscriminata della sedicente protezione umanitaria mantenendo soltanto gli status di rifugiato e di eventuale protezione sussidiaria
(…)
– Revisione della legge sulla tortura
6 “Più garanzie per ciascuno”
(…)
Accordi bilaterali per detenzione nei Paesi d’origine e nuovo Piano carcere
(…)


PROGRAMMA DI MOVIMENTO 5 STELLE

Dal testo del programma elettorale pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno
8-Stop al business dell’immigrazione
– rimpatri immediati per gli irregolari
– 10mila assunzioni nelle commissioni territoriali per valutare in un mese come negli altri paesi europei se un migrante ha diritto di stare in Italia o no
Testo del programma in materia di immigrazione pubblicato sul sito di M5S
L’immigrazione è il più grande fallimento dei partiti.
Il Regolamento di Dublino e l’accordo sui migranti con la Turchia hanno trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa.
I cittadini pagano l’incapacità dei partiti.
L’immigrazione deve essere gestita, le leggi rispettate, così come i Trattati europei che prevedono la solidarietà fra gli Stati membri per la gestione delle emergenze.
L’Italia deve lavorare per rimuovere le cause che costringono migliaia di essere umani a lasciare i propri Paesi di origine. Ecco perché serve un embargo alla vendita di armi ai Paesi in guerra civile, la fine dello sfruttamento dei Paesi terzi, una vera cooperazione internazionale e di sviluppo dei Paesi di origine.
Con vie legali e sicure di accesso all’Unione europea diminuirebbero le traversate in mare, la pressione dei flussi sulle frontiere esterne e si contrasterebbe il traffico di esseri umani.
Chiediamo il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo arrivati in Italia e la revisione del Regolamento di Dublino III che assegna gli oneri maggiori relativi all’esame delle domande di asilo e alle misure di accoglienza al primo Paese d’ingresso dell’Unione Europea.
Ci deve essere certezza e velocità nelle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato.
Le Commissioni territoriali che verificano le domande devono essere potenziate e messe nella condizione di lavorare al meglio.
È indispensabile che la gestione dei fondi destinati al sistema di accoglienza sia assolutamente trasparente.
Mai più Mafia Capitale e via la criminalità organizzata dalle strutture che accolgono i migranti.
Hanno votato il programma immigrazione 80.085 iscritti certificati che hanno espresso 80.085 voti.
Quest’ultimo programma fa un ulteriore rinvio per approfondimenti ad un “programma parziale al 27.07.2017” in materia di immigrazione pubblicato sullo stesso sito a questo link.
Le vie legali di accesso
I partiti sono politicamente responsabili del disastro immigrazione. Il Partito Democratico ha voluto l’operazione Triton che prevede l’apertura dei soli porti italiani a tutti i barconi. Forza Italia e Lega, quando erano al governo, hanno firmato il Regolamento di Dublino che costringe i richiedenti asilo giunti in Italia a rimanervi anche se vorrebbero andare in altri Stati europei. I risultati delle loro politiche sono evidenti a tutti gli italiani. Chi ha sbagliato deve andare a casa.
L’immigrazione deve essere gestita e le leggi rispettate. Per arrivare allo storico obiettivo di scardinare il business degli scafisti e azzerare sbarchi e morti nel Mar Mediterraneo, bisogna rafforzare lo strumento delle vie legali e sicure di accesso per raggiungere l’Europa. Nel quesito che oggi discutiamo, chiediamo la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale nelle ambasciate e nei consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’Unione europea presso i Paesi terzi, con il supporto delle Agenzie europee. Con questa proposta si otterrebbero il coinvolgimento dell’Europa nella gestione dei flussi e la riduzione dei centri di accoglienza dove troppo spesso si nascondono oscuri interessi. Inoltre, ne beneficerebbero anche i profughi stessi che, una volta riconosciuto il diritto alla protezione, avrebbero un modo sicuro e legale per scappare da guerre e persecuzioni.
Punto programmatico
Il Movimento 5 Stelle s’impegnerà per affermare vie legali e sicure di accesso all’Europa. Chiediamo che la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale nelle ambasciate e nei consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’Unione europea presso i Paesi terzi, con il supporto delle Agenzie europee preposte.
Il ricollocamento dei richiedenti asilo
L’Italia non è il campo profughi d’Europa. Il nostro Paese è diventato una trappola per tutti i migranti che cercano di raggiungere i parenti sparsi per l’Europa: sbarcano in Italia e nel nostro Paese restano. I partiti non sono più credibili e la risposta europea ci penalizza: egoismo, mancanza di solidarietà, ricollocamenti che non decollano. Dobbiamo pretendere rispetto! Ancora una volta questa Europa si dimostra debole perché non riesce a far rispettare le proprie decisioni e, ancora una volta, il governo italiano si dimostra inconsistente perché non riesce a farsi valere in Europa. Il Movimento 5 Stelle propone da sempre il superamento del regolamento di Dublino, firmato dal governo Lega – Berlusconi, che significa non caricare il primo Paese di approdo delle responsabilità legate all’accoglienza. Se un migrante ha dei parenti in Austria o Germania e lì vuole ricominciare una vita perché deve essere intrappolato in Italia? Inoltre, il meccanismo di redistribuzione dei migranti deve essere obbligatorio e permanente. Ci deve essere una equa corresponsabilità in casi di massicci flussi migratori. La gestione dei flussi , l’accoglienza, le responsabilità e gli oneri devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri in base a parametri oggettivi e quantificabili, come popolazione, PIL e tasso di disoccupazione. Il meccanismo deve tenere conto inoltre dei bisogni, della situazione familiare, delle competenze dei richiedenti asilo e di tutti gli elementi che agevolino l’inclusione sociale, in modo da evitare movimenti secondari tra i diversi Stati europei.
Il Movimento 5 Stelle chiede se siete a favore dell’introduzione di un meccanismo automatico ed obbligatorio di distribuzione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati Membri. Questo meccanismo deve prevedere sanzioni per i Paesi che non rispettano gli accordi.
Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle si batterà in Europa per l’introduzione di un meccanismo automatico ed obbligatorio di distribuzione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati Membri. Per chi si rifiuta vanno applicate delle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi presi.
Le Commissioni territoriali
Più caos c’è, più la mafia prospera. Per il MoVimento 5 Stelle è fondamentale rendere certe e veloci le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato. Dobbiamo rimediare alla situazione caotica che i partiti hanno creato per ingrassare le cooperative amiche. Il Ministero dell’Interno è l’autorità responsabile per l’esame del merito delle domande di protezione internazionale e le analizza per il tramite delle Commissioni Territoriali. Le Commissioni territoriali devono essere potenziate e messe nella condizione di lavorare al meglio. In Italia una procedura per il riconoscimento della protezione internazionale dura mediamente 18 mesi. Nel resto d’Europa 6 mesi. La permanenza di un singolo richiedente asilo per 18 mesi costa circa 19.000 euro. I “famosi” 35 euro al giorno non vanno al richiedente asilo bensì alle cooperative e alle associazioni che gestiscono i centri di accoglienza, per l’erogazione di beni e servizi. I richiedenti asilo ricevono invece un pocket money giornaliero pari a circa 2,50 euro. I consistenti flussi di denaro che riguardano il sistema di accoglienza costituiscono un elemento di attrazione per la criminalità organizzata che, come dimostrato dal caso Mafia Capitale ma non solo, ha individuato nella gestione dei flussi un redditivo business. Le recenti disposizioni del Decreto Minniti non incidono in maniera sostanziale sui tempi delle procedure. Poiché nessun verbale o trascrizione potrà mai essere più veritiero delle parole stesse della persona, chiediamo la videoregistrazione dei colloqui con i richiedenti asilo. La tecnologia odierna permette un esame veloce ed efficiente della registrazione di cui la trascrizione sarebbe solo un inutile duplicato. Questo renderebbe possibile una velocizzazione dei tempi della procedura e ne ridurrebbe notevolmente i costi senza nulla togliere alle garanzie procedurali dei richiedenti asilo.
Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle vuole velocizzare le procedure per il riconoscimento o meno dello status di rifugiato. Per questa ragione, si chiede di potenziare le Commissioni territoriali aumentandone il numero fino alla copertura territoriale necessaria a soddisfare, in tempi inferiori ai sei mesi, le richieste d’asilo ricevute.
La cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale allo sviluppo è una forma di collaborazione che avviene tra Stati con l’obiettivo di sostenere le aree più deboli del pianeta. In questi ultimi anni, la cooperazione italiana si è spesso concentrata sul finanziamento di mega infrastrutture, accessibili solo a grandi società. Queste operazioni hanno causato ricollocamenti forzati di intere comunità locali (basti pensare alle mega dighe costruite in paesi poveri che hanno provocato allagamenti di territori fertili, deviazioni di fiumi e prosciugamenti di laghi che sostenevano intere popolazioni).
L’Italia è ancora lontana dagli impegni presi in sede internazionale come quota di aiuto ufficiale allo sviluppo (0,7% del PIL) ed è considerata un Paese con un bassissimo livello di trasparenza sull’uso dei fondi per lo sviluppo. Il MoVimento 5 Stelle chiede di dare una priorità al finanziamento trasparente dei fondi alla cooperazione internazionale.
Punto programmatico
Per Il MoVimento 5 Stelle bisogna dare priorità al finanziamento trasparente di tanti piccoli programmi di sostegno allo sviluppo rurale, all’agricoltura sostenibile e alla sicurezza alimentare, all’ istruzione e alla formazione professionale per attività artigianali, di contrasto alle emergenze sanitarie.I fondi destinati alla cooperazione internazionale allo sviluppo rappresentano un investimento da utilizzare al meglio al fine di eradicare le cause profonde delle migrazioni.

PROGRAMMA PARTITO DEMOCRATICO

Dal testo del programma pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
Vogliamo far crescere gli investimenti in cultura e in sicurezza allo stesso modo, arrivando nell’arco di una legislatura al 2% del PIL.E pensiamo che sia necessaria una battaglia culturale per affermare – in nome dello IusCulturae – la necessità di vincere la paura e di concedere la cittadinanza a chi, nato in Italia, si attiene alle regole e ai percorsi scolastici, culturali, linguistici che il nostro Paese offre.
(…)
La nostra appartenenza all’Europa e all’Euro non solo non è in discussione, ma costituisce elemento di orgoglio politico e istituzionale.
(…)
Allo stesso tempo, vogliamo che paesi europei pronti a realizzare una maggiore integrazione fondino non solo un’Unione fiscale, ma una vera Unione sociale, radicando la cittadinanza europea anche su quel versante. Partendo dalla realizzazione di un’assicurazione comune contro la disoccupazione e da una “Children Union” per il contrasto comune alla povertà educativa.
Vogliamo l’Europa protagonista in tutti i teatri di crisi internazionali, ma in modo particolare nel rapporto con l’Africa e chiediamo di valorizzare tutte le iniziative che rendano forte e esplicita l’appartenenza all’ideale comunitario delle giovani generazioni, a cominciare dall’Erasmus, dal servizio civile europeo, il cui primo embrione è stato approvato durante il semestre di presidenza italiana.
Vogliamo un’Europa che si faccia carico del problema della migrazione superando il principio contenuto nell’accordo di Dublino del 2003 che impone a ciascuno stato membro di farsi carico dei migranti che arrivano nel Paese di approdo. E proponiamo che in assenza di una solidarietà nella gestione della migrazione non potrà esserci solidarietà nel prossimo bilancio europeo: in altri termini, vogliamo stabilire una correlazione tra i soldi che l’Italia mette come Paese contributore nel bilancio europeo e gli impegni che i Paesi che ricevono quei soldi mettono nella gestione della migrazione.
(..)
Dal testo del programma pubblicato sul sito del Partito democratico:
(…)
Il Partito Democratico propone l’adozione di un salario minimo garantito per tutti. Si tratta di una misura di civiltà per combattere l’opportunismo dei lavoretti sottopagati, dei contratti pirata, delle cooperative spurie e delle piattaforme digitali. È una misura che restituisce piena dignità al lavoro: assieme a pochi altri Paesi europei – cinque, per la precisione – siamo gli unici a non averlo. Il salario minimo garantito sarà fissato da una commissione indipendente di cui faranno parte anche sindacati e organizzazioni datoriali. Le imprese saranno vincolate a usarlo solo in assenza di un contratto collettivo. Per questo, il salario minimo dovrà essere accompagnato da una legge sulla rappresentanza sindacale, in grado di garantire la verifica dell’effettiva rappresentatività dei soggetti che firmeranno i contratti nazionali. Una cornice legislativa che faccia propri i principi condivisi dalle parti sociali in materia di criteri e metodologie di rilevazione della rappresentatività sindacale e di rispetto del contratto collettivo, anche da parte del sindacato dissenziente ma minoritario.
Con un salario minimo legale i controlli saranno più semplici: oggi un lavoratore sottopagato deve ricorrere al giudice per farsi riconoscere una giusta retribuzione e il giudice deve stabilire qual è il contratto nazionale di riferimento più corretto per il suo lavoro. Con il salario minimo fissato per legge il controllo sarà svolto in via amministrativa: se il salario è sotto il minimo legale, scatta la sanzione. Un diritto in più, stipendi più alti. Per tutti, nessuno escluso. Questa riforma non è il grimaldello per scardinare il contratto nazionale, che sarà rafforzato nel suo ruolo di ulteriore garanzia da una legge sulla rappresentanza, ma la forma di tutela per i giovani che la sera consegnano pizze a 5 euro l’ora.
Il salario minimo legale è anche l’unico modo in cui si risolve il problema dei lavoratori distaccati, i dipendenti di aziende straniere che lavorano in Italia. Oggi, questi lavoratori possono regolarmente lavorare in Italia con i salari del paese di provenienza, in alcuni casi molto più bassi di quelli italiani. Così si crea un fenomeno di dumping salariale rispetto al quale solo il salario minimo rappresenta una soluzione radicale.
(…)
Lo stato di diritto e i diritti fondamentali sono la vera essenza dell’identità europea.
Non è accettabile continuare a dare fondi europei a chi non rispetta i diritti fondamentali e non adempie ai propri obblighi di solidarietà in ambito di asilo e migrazione.
Non è accettabile che alcuni paesi siano europeisti quando si tratta di passare alla cassa dei fondi strutturali, e nazionalisti quando si parla di diritti e solidarietà.
Per questo chiediamo che l’erogazione dei fondi UE sia condizionata al rispetto dello stato di diritto, dei diritti fondamentali e degli obblighi di solidarietà, come nel caso del ricollocamento dei richiedenti asilo.
(…)
Costruire l’Unione sociale
Per unire l’Europa e i suoi cittadini è il momento di costruire anche una vera e propria Unione sociale. Non uno stato sociale federale, che sarebbe irrealistico di fronte alle profonde differenze dei sistemi di welfare europei, ma una cornice comune per promuovere inclusione, protezione e investimenti sociali.
Serve un cambio di passo nella politica sociale dell’Unione Europea, che ora è troppo frammentata e poco riconoscibile ai cittadini.
Va razionalizzata e rafforzata finanziariamente.
La cittadinanza europea è oggi prevalentemente incentrata su diritti economici e politici.
La Carta dei diritti fondamentali e il pilastro sociale elencano un paniere di diritti sociali comuni, ma solo come aspirazioni, come “diritti programmatici”, al massimo utili per operazioni di valutazione e monitoraggio.
È vero, esiste un minimo comune denominatore frutto di direttive che hanno fissato standard minimi e prodotto cambiamenti nei diritti sociali nazionali. Ed esistono fondi UE (il fondo sociale, il fondo di aggiustamento alla globalizzazione, il fondo aiuti per le persone deprivate), che erogano sussidi e facilitano l’accesso ai diritti all’interno dei paesi e delle regioni. Ma è arrivato il momento di muovere verso l’adozione di un nucleo di diritti soggettivi direttamente ancorato al livello europeo, creando una cittadinanza sociale europea in senso stretto.
Ecco le quattro priorità su cui ci impegniamo a lavorare:
• attuazione del Piano Prodi per lo sviluppo delle infrastrutture sociali;
• una “Children Union” che realizzi investimenti comuni contro la povertà educativa;
• uno schema previdenziale europeo per i lavoratori mobili (intra-UE);
• uno schema europeo di assicurazione contro la disoccupazione, che agisca da stabilizzatore automatico e crei uno strumento tangibile di protezione sociale legato alla cittadinanza europea, agganciandosi a un diritto alla valutazione periodica delle competenze, a un’offerta di formazione gratuita per migliorarle e aggiornarle, sostegni mirati per favorire la mobilità intra-UE.
L’Europa come forza di pace e sviluppo nel mondo.
La sfida principale che attende l’Unione Europea oggi si chiama Mediterraneo. Un mare d’Europa e non un problema italiano come qualcuno vorrebbe far credere. Il G7 di Taormina e la presenza italiana nel Consiglio di Sicurezza Onu hanno contribuito a riaffermare la priorità del Mediterraneo allargato. Lo stesso vale per il nostro impegno a riaprire il negoziato politico in Libia, per l’azione multilaterale volta a fermare atroci tragedie come in Siria e per le nostre missioni militari, a partire dall’Iraq con il contributo alla sua libertà e alla sconfitta di Daesh.
Verso Sud e attraverso il Mediterraneo, l’Italia, insieme all’Europa, vivrà le sfide di questo secolo. Anche per includere nel suo progetto i Balcani e affermare principi di convivenza in Medio Oriente, pervaso da nuovi e vecchi conflitti. Allo stesso tempo, l’Italia deve continuare a essere in prima linea per far sì che l’Europa sia protagonista di pace, attiva nel dialogo politico con i maggiori protagonisti della scena mondiale.
È soprattutto verso l’Africa che si giocano le partite fondamentali per il futuro del nostro continente: la gestione, sicura e solidale, dei flussi migratori e la lotta al traffico di esseri umani. Al contempo, se allarghiamo l’orizzonte, le sfide saranno legate all’energia, allo sviluppo sostenibile, ai commerci – anche per rispondere con una voce comune alle spinte neo-protezionistiche di Trump – e a una nuova partnership tra Europa e Africa. Per questo il governo italiano, sotto impulso del PD, ha presentato il Migration Compact nel 2016 e tante di quelle proposte si stanno realizzando con la riduzione delle morti lungo la rotta mediterranea, grazie ad intese con i paesi d’origine e transito. Siamo tra i primi contributori di questi progetti dal forte impatto umanitario e chiediamo di finanziarli anche con possibili strumenti innovativi come i bond UE-Africa.
Deve essere l’Europa a occuparsi del fenomeno migratorio. Il controllo delle frontiere ha senso se viene fatto a livello europeo, lavorando insieme per la gestione dei confini. Memore dei suoi valori e della sua storia, l’Europa ha il dovere di accogliere i rifugiati politici. Si tratta di un diritto internazionale che non deve trovare alcuna eccezione in Europa. Proprio qui entra in gioco l’Unione: superiamo gli accordi di Dublino – sciaguratamente approvati dal Governo Berlusconi – cioè il principio che i richiedenti asilo sono un problema del paese di primo sbarco. Costruiamo politiche comuni anche per l’immigrazione economica, a partire dall’introduzione di quote europee annuali di migranti economici da accettare.
Sulla difesa comune si giocherà un’altra partita cruciale nel processo di integrazione. Sulla scorta della dichiarazione di Roma, l’UE sta lavorando su nuove proposte che il Partito Democratico sostiene con forza.
Un primo obiettivo è la creazione di un Fondo europeo della difesa che possa gradualmente portare all’istituzione di una guardia costiera e di frontiera comune, garantendo il buon funzionamento di Schengen.
(…)
In tema di cooperazione l’Italia ha approvato una nuova legge, riorganizzando il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, aumentando le dotazioni finanziarie e istituendo l’Agenzia per la cooperazione. Non basta: il PD ritiene prioritario innalzare gradualmente il livello di contribuzione alla cooperazione per raggiungere lo 0,3% del Pil entro il 2020 e in prospettiva arrivare allo 0,7% come previsto dal vertice Onu del 2015. Resta centrale, in questo contesto, assicurare una corretta attuazione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile.
(…)
La legislatura che sta per concludersi ha rappresentato una grande stagione dei diritti civili, nella quale hanno visto finalmente la luce provvedimenti rimasti finora solo tra le buone intenzioni. Da unioni civili e coppie di fatto al biotestamento, dal Dopo di noi alla legge sugli orfani delle vittime di reati domestici, sono molti i provvedimenti che hanno visto la luce grazie alla passione e alla volontà delle donne e degli uomini del Partito Democratico.
Per la prossima legislatura ci sono altrettante battaglie da portare avanti.
• Prima di tutto, lo Ius soli: l’approvazione di una legge che preveda l’ottenimento della cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri in possesso del permesso di soggiorno e per i minorenni entrati nel nostro Paese entro il dodicesimo anno di età, purché abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale.
(…)
Quella dei grandi flussi demografici è una questione strutturale che non può essere ristretta in orizzonti temporali brevi e con la quale l’Europa, anche per via della crisi di natalità, dovrà necessariamente misurarsi negli anni a venire.
Un fenomeno di questa portata non può essere né subito né inseguito: va governato.
Di qui la messa in campo da parte del governo e del PD di un progetto compiuto rivolto al nostro Paese, all’Europa, ma anche all’Africa. Perché l’Africa è lo specchio dell’Europa: se l’Africa cresce, l’Europa sta meglio. Il dialogo con i governi al di là del Mediterraneo deve essere improntato ai principi della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dello sviluppo. Principi che per il PD rappresentano il cuore dell’intero progetto di gestione dell’immigrazione, delle politiche di accoglienza e di integrazione.
È importante garantire tanto i diritti di chi fugge dalle guerre e dalle carestie quanto quelli di chi accoglie: l’Italia in questo senso è in prima linea e continuerà a esserlo, ma queste due istanze vanno tenute in equilibrio fra loro, con la consapevolezza che l’accoglienza ha un limite nella capacità di integrazione.
È così che pensa e agisce una grande democrazia. Ecco perché è importante proseguire nel solco del Piano per l’accoglienza diffusa, che si fonda sulla collaborazione con gli enti locali e gli attori del terzo settore, per superare una volta per tutte la fase dei grandi centri di accoglienza.
Allo stesso tempo è fondamentale insistere sull’importanza del processo d’integrazione: sulla promozione di valori e responsabilità, ma anche sulla certezza dei diritti, come quello alla cittadinanza piena per i figli degli stranieri nati e cresciuti in questo Paese.
Parallelamente, come abbiamo già detto, bisogna portare avanti un confronto costruttivo con l’Unione Europea sulle politiche migratorie anche attraverso la revisione del trattato di Dublino.
Riteniamo inoltre necessario il superamento dell’impostazione, ormai anacronistica, della legge Bossi-Fini.
(…)


PROGRAMMA DI “+ EUROPA CON EMMA BONINO - CENTRO DEMOCRATICO”

Dal testo del programma pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
Per affrontare le grandi questioni del nostro tempo occorrono risposte più ampie che può dare solo un’Italia più europea in un’Europa unita e democratica. Un’Europa per il benessere e contro la povertà, per le libertà fondamentali e contro ogni forma di discriminazione, per l’accoglienza e l’integrazione con regole certe e contro l’indifferenza, per la sicurezza e contro il terrorismo. Un’Europa votata all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica, alla valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, alla tutela della concorrenza in un mercato aperto e alla creazione di opportunità di lavoro.
Vogliamo farlo a partire dall’Italia, abbattendo i muri reali o immaginari eretti dai nazionalismi, dall’odio e dal populismo e dobbiamo farlo perché la Storia ha dimostrato dove questi portano: indietro, mai avanti. E’ tempo di dire che per guardare al futuro dell’Italia non serve meno Europa. Anzi. Per avere – anche in Italia – più crescita, più diritti, più democrazia, più libertà, più opportunità, più sicurezza, più rispetto dell’ambiente, serve +Europa.
(…)
Il controllo delle frontiere è già, per quanto riguarda almeno i movimenti delle merci, una competenza esclusiva dell’Unione europea. Ma viene svolto dalle organizzazioni doganali degli Stati membri. Noi vorremmo che si creasse una polizza di frontiera davvero Europea, sotto il controllo dell’Unione, per il controllo dei movimenti di merci e persone alla frontiere esterne dell’UE.
Parlare al mondo con una sola voce è di importanza vitale per l’Europa. Diplomazia e Difesa sono funzioni di governo oggi svolte dagli Stati membri da spostare quasi esclusivamente a livello federale. Gli Stati membri continuerebbero ad avere rappresentanze non diplomatiche nel mondo, così come forze armate nazionali di scala ridotta – sotto forma di Guardia Nazionale – potrebbero coesistere con un esercito europeo.
(…)
Va evitato l’abuso di provvedimenti emergenziali e di stampo securitario, soprattutto nella gestione di fenomeni complessi, quali l’immigrazione. L’analisi di tutte le “falle” del decreto Minniti-Orlando deve condurre a proposte che puntino a percorsi di integrazione e di inserimento lavorativo.
(…)
Consideriamo lo ius culturae il modello per la riforma della legge sulla cittadinanza e ci impegniamo a sostenerlo fin dall’inizio della prossima legislatura, per offrire a tutti i giovani le stesse opportunità di vita in un paese laico, democratico e aperto al mondo.
Crediamo nella valorizzazione della libertà e della responsabilità della persona in tutte le fasi che vanno dall’inizio alla fine della vita. Pensiamo che su questi temi l’ancoraggio europeo dell’Italia e la tutela della Corte europea dei diritti umani (Cedu) garantisca la centralità della persona umana e dei suoi diritti personali all’interno dell’ordinamento giuridico nazionale.
(…)
Immigrazione
Sosteniamo con forza un’idea di società plurale e aperta, dove la libertà di movimento (delle persone, dei capitali e delle merci) sia considerato il principale motore di sviluppo sociale e culturale oltre che economico. Per questo crediamo che l’attuale legislazione italiana in materia di immigrazione vada radicalmente modificata, perché – consentendo di fatto l’accesso ai soli richiedenti asilo – impedisce l’integrazione degli stranieri nella società e nel mercato del lavoro, generando emarginazione sociale, irregolarità e insicurezza per tutti. Con la chiusura dei confini degli altri paesi europei, l’Italia è passata dall’essere paese di transito a paese di arrivo. Per ottenere un sistema di integrazione efficace che riesca a inserire gli stranieri nel mercato del lavoro riteniamo fondamentale a livello nazionale il superamento della legge Bossi-Fini.
E’ necessario introdurre meccanismi diversificati di ingresso per lavoro, a partire da un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca di occupazione attraverso attività d’intermediazione pubbliche e private tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri e dalla reintroduzione del sistema dello sponsor, e forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri irregolari – anche nel caso di richiedenti asilo diniegati – qualora sia dimostrabile la disponibilità in Italia di un’attività lavorativa o di formazione o di legami familiari, sul modello spagnolo del “radicamento”.
Il sistema di accoglienza va migliorato, con l’adozione esclusiva del modello SPRAR e migliorando la qualità dei servizi attraverso meccanismi di monitoraggio efficaci.
E’ necessario investire su formazione e lavoro, valorizzando le forze produttive del territorio e mettendo i centri per l’impiego nelle condizioni di erogare con efficacia servizi di formazione e avviamento lavorativo attraverso appositi sportelli per l’integrazione da finanziare, a livello nazionale e regionale, ricorrendo ai fondi europei.
A livello europeo, è necessario introdurre canali legali e sicuri di ingresso per lavoro, anche non qualificato, implementare i programmi di reinsediamento e favorendo la creazione di corridoi umanitari per le persone bisognose di protezione.
È necessario garantire mobilità interna a quanti giungono nel territorio europeo e chiedono protezione, modificando il Regolamento di Dublino: lo Stato membro competente per la domanda d’asilo va determinato tenendo conto innanzitutto delle esigenze familiari o umanitarie del richiedente asilo.
(…)
Sosteniamo la battaglia per l’istituzione di un’agenzia nazionale autonoma e indipendente per la tutela dei diritti umani che favorisca la prevenzione delle discriminazioni e la difesa delle libertà fondamentali in ottemperanza alle risoluzioni ONU ratificate dall’Italia.
(…)

PROGRAMMA DI ITALIA EUROPA - INSIEME

Dal testo del programma elettorale pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
Crediamo che solo un’Europa più forte e federale possa fare fronte, con efficacia e determinazione, alle questioni cruciali della contemporaneità, dal cambiamento climatico, alle grandi migrazioni, dalla disoccupazione alla precarietà. Conflitti, guerre, instabilità in aree ai nostri immediati confini richiedono una politica estera unitaria, autorevole, efficace, una cooperazione dei servizi di intelligence e sicurezza strettissima e in grado di prevenire, contrastare, sradicare il terrorismo. La crisi economica e finanziaria è stata la dimostrazione dell’inadeguatezza delle istituzioni e della governance europea. Con l’imposizione di ricette di austerità fallimentari e la traumatica uscita del Regno Unito dall’Unione, è oggi indispensabile una profonda riforma del quadro istituzionale e politico dell’Unione Europea.
Vogliamo un’Europa che difenda con orgoglio il modello di Welfare europeo attorno a cui è nata ma che sappia anche adeguarlo, rendendolo più efficace e maggiormente in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini europei, alle nuove richieste dei consumatori, oggi più attenti ed esigenti, alle nuove fragilità delle persone più deboli ed alle nuove aspettative delle classi più giovani.
Vogliamo un piano Ue di investimenti straordinari per il rilancio dell’Europa sociale da varare al più presto in modo che sia operativo entro il 2019 per dare risposte ai problemi più urgenti dei cittadini del vecchio continente che riguardano un gap negli investimenti da 100-150 miliardi di euro in tutta Europa, anche nei Paesi più ricchi, per quanto riguarda le infrastrutture sociali, in particolare sanità, educazione e alloggi sociali accessibili.
In questo senso il “New Deal per l’infrastruttura sociale” presentato da Romano Prodi a Bruxelles individua assai bene le priorità verso le quali orientare al più presto un Piano operativo decennale di investimenti da 150 miliardi: infrastrutture sociali, salute, istruzione ed edilizia.
(…)
Insieme vuole che l’Europa abbia una politica estera comune che giochi un ruolo di primo piano a livello internazionale, in grado di aggredire le cause strutturali della povertà, promuovendo la giustizia e la solidarietà globali, la pace e la difesa dei beni comuni globali.
Occorre, inoltre, procedere con decisione verso una Difesa comune europea, andando oltre la fase attuale basata su una utile, ma non sufficientemente efficace attività di cooperazione, con forze armate comuni sotto la bandiera dell’Unione Europea, in grado di garantire interventi rapidi ed efficaci e con dotazione di armi convenzionali.
È urgente far sì che l’Europa abbia una sola voce in materia di sicurezza. La cooperazione deve essere democratica, trasparente, affidabile e basata su principi universali. L’UE dovrebbe sostenere una governance multilaterale globale, rafforzando e riformando il ruolo dell’ONU. Priorità deve essere data alla gestione dei conflitti civili. L’UNHCR stima che siano 65 milioni le persone profughe, la metà all’interno del proprio stato. Migliaia di persone muoiono ogni anno fuori delle nostre frontiere, a causa delle restrizioni sempre più forti. L’UE ha il dovere di garantire che queste persone possano cercare protezione. L’European Border Agency FRONTEX è uno strumento non del tutto adeguato. Dobbiamo garantire un sistema di asilo degno di questo nome ed intervenire, sia come UE che singoli stati membri, in modo coordinato per soccorrere i naufraghi in mare e consentire vie di ingresso sicure e legali. Occorre intervenire sulle cause che costringono le persone ad emigrare e superare la normativa di Dublino che obbliga i rifugiati a fare domanda di asilo solo nel primo paese di ingresso.
(…)
Insieme propone come prime misure urgenti
(…)
l’attuazione di tutte le direttive non ancora recepite. L’Italia non ha fatto sempre il suo dovere per rendere l’Unione una presenza reale nella vita degli italiani. Molte, troppe sono le direttive europee non applicate e troppe le procedure di infrazione a nostro carico
(…)
– l’impegno a richiamare con fermezza l’Unione europea e la comunità internazionale ad una azione più efficace per la stabilizzazione del governo libico, nonché per appropriate forme di cooperazione allo sviluppo dei paesi africani;
– la creazione delle condizioni per un più rapido svolgimento delle pratiche di identificazione degli immigrati e per la valutazione delle richieste d’asilo
– investimenti, anche eventualmente attraverso il Servizio civile, nell’integrazione culturale dei migranti
(…)
la rivisitazione dell’accordo di Dublino

PROGRAMMA DI LIBERI E UGUALI

Dal testo del programma generale pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
La riaffermazione di diritti sociali primari è essenziale anche per aprire il campo a una nuova stagione di avanzamenti sul terreno dei diritti civili. Strategia indispensabile anche per difendere principi irrinunciabili in materia di accoglienza e integrazione.
La piena affermazione a tutti i livelli della libertà, della pari dignità e delle pari opportunità, individuali e sociali, delle donne è un punto fondante del nostro progetto di attuazione integrale della Costituzione repubblicana e del suo cuore pulsante, l’articolo 3, così come lo è la prevenzione e il contrasto della violenza di genere. Il ripudio della guerra e il rilancio del multilateralismo e della cooperazione internazionale devono essere la bussola di un nuovo ruolo dell’Italia e dell’Europa nel mondo globale, in un quadro ancora drammaticamente segnato da conflitti, terrorismo e grandi fenomeni migratori.
(…)
Sulle politiche di accoglienza è aperta una faglia in tutta Europa.
Dobbiamo rigettare accordi con Paesi in cui non siano garantiti i diritti umani, promuovere reali occasioni di sviluppo nei Paesi di provenienza e non permettere che si continui a depredarli.
Dobbiamo gestire le migrazioni con razionalità, abolendo la Bossi-Fini, introducendo un permesso di ricerca lavoro e meccanismi di ingresso regolari, promuovendo la nascita di un unico sistema di asilo europeo che superi il criterio del paese di primo accesso e che comprenda canali umanitari e missioni di salvataggio.
Va costruito un sistema di accoglienza rigoroso, diffuso e integrato, sulla base del modello Sprar, adeguatamente dimensionato, superando la gestione straordinaria che troppi scandali e distorsioni ha generato in questi anni, stroncando ogni forma di speculazione e invece generando nuove opportunità di inclusione e sviluppo.
Con la stessa forza va affermato che riconoscere la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri, o è arrivato in Italia da piccolo e ha completato almeno un ciclo di studi, non è un atto di solidarietà, ma un riconoscimento doveroso che si deve a chi nei fatti è già italiano.
(…)

PROGRAMMA DI POTERE al POPOLO

Dal testo del programma generale pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
11.Immigrazione e accoglienza
Le principale forze politiche alimentano le tendenze xenofobe e razziste, indicando nei migranti la causa principale del disagio sociale: è una falsità assoluta.
E’ la concentrazione di ricchezze e potere nelle mani di pochi la causa dell’impoverimento dei molti, non chi fugge dalle guerre o dai disastri economici e ambientali provocati dalle politiche liberiste.
È necessario un discorso solidale e di alleanze fra sfruttati che porti all’estensione dei diritti sociali per tutte/i, cittadini italiani e migranti.
E’ necessario dare accoglienza e diritti tanto ai richiedenti asilo che stanno giungendo dal 2011 quanto alle cittadine e i cittadini migranti residenti da anni in Italia.
Per questo lottiamo per:
il superamento della gestione emergenziale, militarizzata e “straordinaria” dell’accoglienza, proponendo – a partire dal modello SPRAR – centri di piccole dimensioni, gestite dal pubblico e che permettano a chi arriva percorsi autonomi di inserimento, abitativo, sociale, lavorativo, indipendentemente dal loro status giuridico;
la valorizzazione delle professionalità coinvolte nell’accoglienza, persone oggi costrette a contratti precari e a supersfruttamento;
l’abolizione del regolamento di Dublino III, delle leggi Minniti-Orlando e di tutte le leggi razziste che lo hanno preceduto;
l’abrogazione degli accordi bilaterali che permettono il rimpatrio forzato e di quelli che servono ad esternalizzare le frontiere, per l’attivazione di canali legali e protetti d’ingresso in Europa;
l’abrogazione del T.U. in materia di immigrazione (Bossi–Fini) frutto di emendamenti della Turco–Napolitano, la rottura del vincolo tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura di tutte le forme di detenzione amministrativa, il passaggio di competenze ai Comuni per il rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno, meccanismi di regolarizzazione permanente;
l’approvazione dello ius soli e la sua estensione a chi è comunque cresciuto in Italia, una revisione estensiva della legge sulla cittadinanza, il diritto di voto a partire dalle elezioni amministrative per chi risiede stabilmente nel nostro paese.
(…)

PROGRAMMA DI 'ITALIA AGLI ITALIANI' FORZA NUOVA

Dal testo del programma pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
Resistenza nazionale
Dove c’è la volontà politica di impedire l’invasione di massa del proprio territorio, l’invasione non si verifica, come dimostrano Polonia e Ungheria.
In Italia è urgentissimo impedire anche la più remota ipotesi di Ius Soli, impedire la costruzione di nuove moschee così come l’assegnazione di case e posti di lavoro agli immigrati quando ancora mancano per tanti italiani, rifiutare ogni influenza giuridico-culturale derivante dalla sharia, bloccare ogni tipo di invasione e avviare in modo celere e ordinato, un umano rimpatrio delle masse extracomunitarie e islamiche verso i paesi d’origine cominciando dagli irregolari, da quelli che si sono resi responsabili di reati e di propaganda islamista.
Ogni influenza culturale incompatibile con la tradizione europea che è greco-romana e cristiana, va rifiutata.
I flussi migratori non vanno semplicemente gestiti: vanno bloccati e invertiti.
Le leggi attuali sull’accoglienza e l’asilo politico vanno riviste drasticamente in senso restrittivo.
Nessun extraeuropeo ha il diritto di entrare nel nostro territorio senza motivo e permesso preventivo.
I clandestini giunti in Italia vanno riportati tutti in centri in Libia. Le concessioni della cittadinanza e i ricongiungimenti familiari dal 1996 in poi vanno revocati e il matrimonio con un italiano cessa di dare diritto alla cittadinanza.
La residenza non può essere concessa se non dopo 20 anni di versamenti pensionistici senza interruzione.
Diritti sociali, casa e lavoro
Noi vogliamo uno Stato che sia “padre” e non patrigno o padrino del suo popolo.
Tutte le risorse oggi bruciate a favore degli invasori extracomunitari e della costruzione di moschee vanno immediatamente reindirizzate verso le nostre classi popolari con la creazione di un ente statale totalmente pubblico che garantisca a ogni famiglia italiana il diritto alla casa, riconosciuto come primario e fondamentale.
Chiediamo la edificazione di nuovi quartieri a misura d’uomo (costruzioni con fondi pubblici, case rivendute a prezzo di costo, spazi e verde a misura di famiglie, bioarchitettura tradizionale e bassa densità abitativa) e l’istituzione del Mutuo Popolare, senza banche, interessi e usura.
In attesa dell’istituzione del Mutuo Popolare chiediamo il blocco immediato di tutti gli sfratti a danno di italiani e una sanatoria generale degli italiani “senza titolo” che abitano in case di proprietà pubblica.
L’attuale politica razzista a danno degli italiani e a favore degli extracomunitari deve terminare immediatamente.
(…)

PROGRAMMA DI CASAPOUND ITALIA

Dal testo del programma generale pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
Immigrazione e “prima gli italiani”
Stabilire e dare seguito al seguente principio:
Lo Stato ha il dovere di occuparsi prima dei suoi cittadini e solo in seguito dei cittadini di altre nazioni in ogni aspetto legato alla fruizione dello stato sociale e dei servizi erogati.
Blocco dell’immigrazione clandestina, intervento di pacificazione e stabilizzazione in Libia affinché si creino le condizioni necessarie al ritorno sulle coste africane di tutti gli stranieri senza documenti regolari e di quelli che non hanno mezzi di sostentamento autonomi (casa, lavoro).
Parametri stringenti per l’immigrazione regolare, limitando l’ingresso temporaneo solo a chi può garantirsi sostentamento (casa) e solo a fronte di un contratto di lavoro regolare (lavoro) sul modello australiano.
Scongiurare lo ius soli evitando qualsiasi automatismo nell’acquisizione della cittadinanza. Eseguire a seguito di reati gravissimi (terrorismo, omicidio, stupro) la revoca della cittadinanza per chi l’abbia acquisita e per i suoi discendenti fino alla seconda generazione.
Stringere accordi bilaterali affinché gli stranieri nelle carceri italiane scontino la pena nei loro paesi di origine.
Demografia e piano casa.
Reddito nazionale di natalità: ovvero 500 euro mensili da 0 a 16 anni per ogni figlio italiano nato da un genitore a sua volta italiano.
(…)

PROGRAMMA DE “IL POPOLO DELLA FAMIGLIA” (CAPO MARIO ADINOLFI)

Dal testo del programma pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
Si chiede di riscrivere completamente il patto con l’Europa, a partire dal diritto universale a nascere e dalla proclamazione delle radici cristiane, ricordando che le politiche per la famiglia sono di competenza nazionale e l’investimento sulla famiglia è condizione per far rifiorire l’economia italiana anche attraverso il mercato interno, con immediate ricadute positive in termini di occupazione. Fondamentale è investire sulla sicurezza, dare maggiore dignità ai salari delle forze dell’ordine, anche per una gestione severa di flussi migratori che stanno diventando insostenibili.
(…)
Dal testo del programma dettagliato pubblicato sul sito de Il popolo della famiglia:
(…)
8. Immigrazione – famiglia come identità
“Diritto a non emigrare”
– Accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei migranti
– Accoglienza sostenibile, no Ius soli
– Riduzione drastica dei flussi migratori
– Chiusura immediata dei Centri di Assistenza Rifugiati
– Nuova Cittadinanza e integrazione di qualità
(…)

PROGRAMMA DI “PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA”

Dal testo del programma pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno:
(…)
Per l’unità tra lavoratori italiani e immigrati
Ci vogliono far credere che la colpa di tutti i mali – dalla disoccupazione ai tagli dei servizi sociali, dal degrado delle periferie al problema casa – sia degli immigrati. Tutti i partiti fanno a gara a chi adotta la posizione più razzista e repressiva sul tema dell’immigrazione. In questa competizione disgustosa il ministro Minniti si è aggiudicato il primo premio, appaltando la gestione dei profughi alle bande di tagliagole libici, in totale dispregio dei diritti umani.
Ogni menzogna è buona per alimentare il clima d’odio contro gli stranieri. La balla più clamorosa è quella per cui gli immigrati ricevono soldi dallo Stato, quando in realtà i fondi pubblici vengono intascati dai privati che gestiscono i centri di accoglienza, dove i migranti sono reclusi in condizioni disumane.
In realtà oggi in Italia gli immigrati rappresentano una parte importante della classe lavoratrice in molti settori, dall’edilizia alla logistica, dalla manifattura all’assistenza sanitaria. Ogni legge che discrimina gli immigrati non fa altro che indebolire i lavoratori nel loro complesso e alimentare una guerra tra poveri, utile solo a chi vuole mantenere l’attuale sistema di potere.
Abolizione del decreto Minniti, della Bossi-Fini e di tutte le leggi che discriminano gli immigrati.
Abolizione del reato di immigrazione clandestina.
Diritto di voto per chi risiede in Italia da un anno.
Cittadinanza dopo 3 anni per chi ne faccia richiesta.
Cittadinanza italiana per tutti i nati in Italia.

 

Pin It