L’Italia recepisce la direttiva UE contro la tratta di esseri umani e protezione delle vittime

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2014 il decreto legislativo n. 24 del 4 marzo 2014  “Attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime, che sostituisce la decisione quadro 2002/629/GAI “.

La direttiva,  recepita oltre il termine, era stata adottata dall’Unione Europea il 5 aprile del 2011, sostituendo la decisione quadro 2002/629GAI  e stabilisce norme minime a livello di Unione europea sia relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in materia di tratta di esseri umani, sia per quanto riguarda le misure che mirano a rafforzare la prevenzione del fenomeno e la protezione delle vittime.
Il Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24 entrerà in vigore il 28 marzo 2014.

” Si tratta di un fenomeno di particolare gravità che impone norme e procedure efficaci per contrastare e prevenire il crimine stesso e per garantire alle vittime adeguate misure di protezione, tutela e assistenza. ” dichiara Francesca Nicodemi, avvocato dell’ASGI “Perciò avevamo  partecipato ai lavori parlamentari, formulando le nostre osservazioni ed un parere, sostanzialmente accolto dalla Commissione Politiche europee della Camera dei Deputati  e fatto proprio dalle maggiori associazioni e reti che si occupano di tratta in Italia( Piattaforma Antitratta, Gruppo Abele, Fondazione Migrantes) per garantire un completo recepimento della Direttiva europea.”

Lo schema di decreto legislativo presentato dal Governo attuava, secondo l’Asgi, soltanto una parte della direttiva 2011/36/UE, omettendo di recepire, quanto meno in modo adeguato e completo, svariate disposizioni, alcune delle quali di notevole importanza.

“Purtroppo le modifiche proposte non sono state adeguatamente recepite”commenta Nicodemi ” Ci stiamo impegnando per la proposizione in altre sedi di  osservazioni per i provvedimenti che dovranno essere adottati successivamente ” .

Infatti il decreto legislativo prevede l’adozione di uno specifico provvedimento in materia di accertamento dell’età per i minori vittime di tratta (di cui all’art. 4 ) oltre alla definizione del «programma di emersione, assistenza e integrazione sociale»(di cui all’art. 8) , entrambi entro 6 mesi dall’entrata in vigore del dlgs 24/2014 .L’articolo 9 prevede, infine, l’adozione di un Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, finalizzato a definire strategie pluriennali di intervento per la prevenzione e il contrasto al fenomeno, nonché azioni finalizzate alla sensibilizzazione, alla prevenzione sociale, all’emersione e all’integrazione sociale delle vittime.In sede di prima applicazione il Piano dovrà essere approvato entro la fine di giugno.

“Segnaliamo, comunque, come rilevante la modifica all’art. 6 comma 2 quater, per cui la domanda di indennizzo va proposta entro cinque 5 anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.La vittima deve dimostrare di aver esperito in tale termine l’esecuzione civile e non aver ricevuto risarcimento dall’autore. Prima  aveva solo anno a disposizione ed era praticamente impossibile presentare richiesta  ” conclude Nicodemi.
I nostri documenti

Tutela delle vittime di tratta e grave sfruttamento”  dal Manifesto per una riforma della legislazione italiana  – ASGI (2013)

Questioni maggiormente rilevanti in ordine alla legislazione italiana a tutela delle vittime di tratta – documento inviato dall’ASGI allo Special Rapporteur dell’ONU in occasione della sua visita in Italia (2013)

 

Foto : Flickr by Moon Lee

 

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