CEDU – Va sospesa l’espulsione dei migranti finché non si è concluso l’esame rigoroso delle loro richieste di asilo

Il caso riguardava il possibile rimpatrio di alcuni richiedenti protezione internazionale dalla Spagna al Marocco, dove avrebbero dovuto affrontare il rischio di trattamenti inumani e degradanti . I ricorrenti sono stati rappresentati dalla Commissione spagnola per i rifugiati . La Corte ha ritenuto che la procedura di protezione internazionale istituita dai ricorrenti non avesse permesso loro di  spiegare i rischi che avrebbero dovuto affrontare in caso di un loro ritorno nel paese di origine .

I ricorrenti sono di origine sahrawi, fuggiti il campo Gdeim Izik nel territorio del Sahara occidentale, dopo che era stato smantellato dalla polizia marocchina. Arrivati con imbarcazioni di fortuna sulla costa delle isole Canarie tra gennaio 2011 e agosto 2012, hanno presentato domanda di protezione internazionale, rigettata due volte, l’ultima dal ministro degli Interni spagnolo che ne disposto l’espulsione . Dal 1° gennaio 2011 al 1° ottobre 2012 i richiedenti asilo hanno presentato ricorso alla CEDU .Solo l’applicazione dell’articolo 39 del Regolamento della Corte ( misure provvisorie ) ha permesso di sospendere la procedura di rimpatrio. Senza l’intervento della Corte, i ricorrenti sarebbero stati reinviati al loro paese di origine senza che la loro richiesta di protezione internazionale fosse stata esaminata accuratamente .
Martedì 22 aprile 2014 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato che le autorità spagnole avrebbero dovuto sospendere la procedura per la rimpatrio fino a quando le affermazioni dei migranti rispetto ai rischi legati al rientro nel loro paese d’origine fossero stati accuratamente esaminati . La Corte europea dei diritti dell’uomo ha cosi’ dichiarato, all’unanimità , che vi è stata una violazione dell’articolo 13 ( diritto ad un ricorso effettivo ), in combinato disposto con gli articoli 2 ( diritto alla vita ) e 3 ( divieto di trattamenti inumani o degradanti ) della Convenzione europea sui diritti dell’uomo .
I giudici europei hanno dunque stabilito che ”la Spagna deve garantire che tali persone restino nel suo territorio durante la presa in esame delle loro richieste, fino alla decisione definitiva.
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