Bonus bebè – Commento congiunto per le strutture INCA e CAAF

Presso i Patronati INCA- CGIL è possibile presentare la domanda per l’assegno di natalità denominato Bonus Bebè anche se non si possiede permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Con la circolare del 13 maggio 2015 l’INCA – CGIL ha diffuso informazioni utili per la richiesta del cd Bonus bebè.

Riportiamo di seguito un brano della circolare:

“Per quanto riguarda il modello predisposto per l’inoltro telematico della domanda, diversamente da quello cartaceo pubblicato dall’INPS, il richiedente cittadino straniero deve indicare se è in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo – art. 9 TU o meno.
Questa formulazione consente all’Inca di inviare domande anche in favore di cittadini con titolo di soggiorno diverso dal permesso UE-SLP. Invitiamo pertanto le strutture Inca a presentare domande di assegno di natalità in tutti i casi di seguito riportati, indicando che non sono in possesso del permesso di lungosoggiornanti.
– Titolari di protezione internazionale (permesso per asilo politico o protezione sussidiaria). Questi cittadini hanno sono equiparati ai cittadini Italiani, come confermato anche circolare INPS 93/2015.
– Famigliari extracomunitari di cittadini comunitari, titolari di “Carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’unione” il decreto legislativo 30/2007, stabilisce parità di diritti di questi cittadini ai cittadini comunitari e pertanto agli italiani. Abbiamo posto il quesito alla Direzione Generale INPS, che è in attesa del parere Ministero dell’Interno ed al Ministero del Lavoro.
– Titolari di permesso di soggiorno di durata almeno annuale. In base a quanto stabilito dalle Sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea, i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti non possono essere esclusi dall’accesso ad una prestazione che risponde a bisogni essenziali della persona. La
parità di diritti dei lavoratori stranieri è contenuta anche nelle direttive comunitarie (direttiva 2011/98/UE) e negli accordi Euromediterranei.
Appare evidente che allo stato attuale le domande dei cittadini extracomunitari familiari di comunitari e degli stranieri titolari di un permesso di soggiorno di durata almeno annuale saranno respinte. Sarà pertanto necessario procedere ad inoltrare i ricorsi amministrativi e giudiziari, dei quali vi chiediamo di darci tempestivamente notizia.”

Fonte: FPCGIL

Si ringrazia per la segnalazione Abdou Faye

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