Asgi è legittimata ad agire per le discriminazioni collettive contro lo straniero

La Corte d’Appello di Milano, decidendo sulla discriminazione collettiva posta in essere dall’INPS mediante l’emissione della circolare n. 4/14, ha riconosciuto la legittimazione attiva di ASGI e delle altre associazioni iscritte nell’elenco di cui all’art. 5 D.lgs 215/03 anche nelle azioni contro la discriminazione per nazionalità e non soltanto contro le discriminazioni poste in essere per ragioni di razza o etnia.

Si tratta di un importante riconoscimento (già consolidato in via di fatto in moltissimi giudizi ma che raramente era stato oggetto di esplicito esame da parte di una Corte d’Appello; per un precedente vedi Corte d’Appello Brescia 21.10.2013 , pres. Galizzi, est. Orlandini Baushi c. Pres. Cons.Ministri) dell’ azione svolta da ASGI (e dalle altre associazioni iscritte all’elenco menzionato) per la tutela della parità di trattamento dello straniero e di un importante elemento di riordino e razionalizzazione della disciplina in tema di legittimazione attiva delle associazioni che si è andato costruendo per norme successive in maniera alquanto confusa.Per un approfondimento sul punto si veda il commento a cura dell’avv. Alberto Guariso.

L’occasione per affrontare questo aspetto è una questione di merito (diritto dei lungosoggiornanti all’assegno famiglie numerose anche per i periodi antecedenti la modifica di cui alla L. 97/13) già oggetto di numerose decisioni (la decisione di primo grado e il commento all’ordinanza  di primo grado).

 

Altrettanto rilevante è la configurazione di una “discriminazione collettiva” con riferimento a un atto amministrativo generale (la circolare INPS 4/2014) e il conseguente ordine di “cessare il comportamento discriminatorio” e quindi di revocare la circolare stessa, ordine che rientra nei poteri del giudice volti alla rimozione integrale degli effetti della discriminazione, senza che si possa cosi configurare uno straripamento  di potere nei confronti della  PA.

La sentenza

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