Amnesty International : rimpatri illegali dalla Turchia verso la Siria

Secondo una  ricerca condotta dall’organizzazione per i diritti umani nelle province al confine meridionale della Turchia, dalla metà di gennaio le autorità turche hanno radunato ed espulso quasi ogni giorno verso la Siria gruppi di circa 100 uomini, donne e bambini siriani.

La Turchia e il Consiglio europeo hanno raggiunto un’intesa lo scorso 18 marzo su una serie di azioni da porre in atto e dal 4 aprile sono iniziati i rinvii dalla Grecia dei migranti giunti sulle isole greche, grazie anche alle modifiche introdotte nella normativa sull’asilo dal Parlamento greco, entrate in vigore il 3 aprile 2016, che permettono di considerare la Turchia come un paese sicuro per l’asilo.

Tuttavia il rapporto di Amnesty International dimostra con dati e testimionianze dirette che “non è un paese sicuro per i rifugiati siriani” .

Da un lato sono stati rafforzati i controlli alle frontiere : fino a poco tempo fa i cittadini siriani muniti di passaporto potevano attraversare regolarmente la frontiera, anche se erano entrati in modo irregolare ed erano in grado di registrarsi. Al contrario le attuali politiche risultano sempre più restrittive,  rappresentando un cambiamento radicale e tale il rafforzamento, sommato alla mancanza di qualsiasi mezzo regolare per attraversare i confini hanno finito per spingere le persone nelle mani dei trafficanti, che chiedono almeno 1000 dollari a testa per entrare in Turchia.

Dall’altro i migranti rimpatriati risultavano già registrati o appartenenti a categorie protette come bambini e donne incinta .Fra i casi rivelati da Amnesty International, c’è quello di tre bambini costretti a tornare di nuovo in Siria senza i loro genitori e quello di una donna incinta di otto mesi.

I respingimenti su vasta scala di rifugiati siriani che abbiamo documentato evidenziano i difetti fatali dell’accordo Ue-Turchia. Si tratta di un accordo che può essere attuato solo con il più duro dei cuori e con un palese disprezzo per il diritto internazionale“ricorda l’Organizzazione .

Il rapporto completo

Il comunicato stampa

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