Il comune di Borgo San Giacomo (BS) revoca gli atti discriminatori in materia di iscrizione anagrafica

Con ordinanze nn. 88 e 138 del 2009 il Comune di Borgo San Giacomo aveva previsto che, per l’iscrizione anagrafica sul proprio territorio di un cittadino straniero, dovesse essere presentata la dichiarazione di idoneità igienico-sanitaria dell’alloggio. Per molti anni la delibera ha trovato applicazione violando in maniera clamorosa le norme in materia di iscrizione anagrafica.

Inoltre con delibera n. 43/2014 lo stesso Comune aveva confermato l’obbligo del pagamento di una tariffa per l’ottenimento della comunicazione di ospitalità per tutti i cittadini del Comune. Con lettera del marzo 2015, ASGI e Fondazione Guido Piccini hanno contestato detti provvedimenti e hanno segnalato la situazione all’UNAR.

L’UNAR , accogliendo le osservazioni di ASGI e Fondazione Guido Piccini, ha affermato che “la verifica dell’idoneità igienico sanitaria dell’alloggio, qualora disposta dai competenti uffici comunali, costituisce un procedimento diverso e separato dal procedimento di iscrizione anagrafica che resta inalterato nelle modalità e nei presupposti e vincolato unicamente al criterio di accertamento della dimora abituale, anche nel caso in cui l’alloggio risulti eventualmente inidoneo”; e ha concluso nel senso della illegittimità delle ordinanze “ponendosi in aperto contrasto con l’art. 43 del d.lgs. 286/98 e con l’art. 2 d.lgs. 215/2003”.

A seguito dell’intervento ASGI e Fondazione Guido Piccini e delle osservazioni dell’UNAR il Comune di Borgo San Giacomo ha revocato sia la delibera che le ordinanze sindacali. Ora i cittadini stranieri del Comune di Borgo San Giacomo potranno procedere all’iscrizione anagrafica in regime di parità con tutti gli altri cittadini e nulla sarà dovuto per la comunicazione di ospitalità.

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