Ferma contrarietà e preoccupazioni all’avvio dei pattugliamenti europei nel Mediterraneo

L’ASGI esprime la propria ferma contrarietà e preoccupazione all’annuncio dato dal Governo italiano sull’avvio di pattugliamenti europei nel Mediterraneo, non essendoci garanzia alcuna che essi siano di aiuto e non di respingimento dei migranti e dei richiedenti asilo. Tali pattugliamenti, da attuarsi con unità navali congiunte tra più paesi europei, appaiono finalizzati a contrastare l’arrivo di cittadini stranieri in fuga sulle cosiddette “carrette del mare” verso le coste italiane. A causa della perdurante scelta politica di sostanziale chiusura di effettivi canali di ingresso regolare nell’Unione Europea, si assiste ogni anno ad un progressivo incremento degli ingressi irregolari realizzati con natanti sempre più piccoli ed insicuri, per sfuggire ai crescenti controlli. Le grandi organizzazioni criminali che gestiscono il traffico trovano così modo di arricchirsi sempre di più, rimanendo al riparo e limitandosi a “vendere” il viaggio,comprensivo di imbarcazione e rifornimenti, a migranti che non dispongono di altro modo di fare ingresso nell’Unione Europea. L’inasprimento dei controlli, ben lungi dallo scoraggiare il fenomeno dell’immigrazione irregolare lo alimenta e le conseguenze di tale circuito vizioso ricadono solo sulle vittime di tale traffico con esiti sempre più tragici. Inasprire i controlli in mare allo scopo di scoraggiare gli arrivi rappresenta quindi un grave errore, foriero di nuove tragedie. Particolarmente grave appare l’annuncio, dato dal Governo italiano, di volere procedere ad pattugliamento al limite dei confini territoriali marittimi con la Libia allo scopo di contrastare l’uscita delle imbarcazioni dai porti e restituire i migranti stessi alle autorità libiche. La Libia è un paese che non da’ alcuna garanzia di tutela dei diritti fondamentali dell’Uomo ed in particolare dei potenziali richiedenti asilo, non avendo, come è noto, ad oggi, neppure ratificato la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati. Attuare con la Libia accordi di rimpatrio o altre forme di collaborazione, ivi compresi accordi di polizia mai sottoposti all’approvazione del Parlamento, rappresenta pertanto una gravissima violazione delle normative internazionali, comunitarie e di diritto interno.L’Italia e l’Unione Europea devono accettare il fenomeno strutturale dell’immigrazione, governandolo senza pretendere di contrastarlo, consentendo un regolare accesso al territorio e al mercato del lavoro e garantendo altresì in maniera effettiva l’accesso alla procedura di asilo.L’ASGI sollecita l’introduzione al più presto nel nostro ordinamento dell’istituto dell’ingresso per “ricerca nel mercato di lavoro” consentendo altresì a coloro che già si trovano irregolarmente, sul territorio italiano di regolarizzare la propria posizione dimostrando di avere un’occupazione (così combattendo, per davvero, il lavoro nero) L’ASGI, nel ricordare preliminarmente che qualsiasi accordo internazionale che incida su diritti fondamentali della persona, quali sono senza dubbio gli accordi di collaborazione in materia di immigrazione, debbono essere votati dalla Camere, nel rispetto dell’art. 80 della Costituzione, non essendo affatto sufficiente una mera nota informativa, richiede al Governo italiano di sospendere ogni avventato programma di contrasto in mare dell’arrivo dei migranti ed in particolare ogni forma di collaborazione con la Libia finalizzata al contrasto della immigrazione irregolare e di potenziare invece gli interventi di soccorso in mare dei cittadini stranieri in fuga verso l’Europa.

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