Espulsione avvocato italiano difensore dei diritti umani dalla Turchia

ASGI -Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione- esprime la più ferma condanna nei confronti della Turchia per il trattenimento in stato di fermo dell’avv. Arturo Salerni e la sua successiva espulsione avendolo dichiarato persona non gradita . Il legale italiano era appena sbarcato all’aeroporto di Istanbul insieme ad una folta delegazione di avvocati e rappresentanti di associazioni per assistere a Diyarbakir (Kurdistan turco) ad un processo che vede imputati politici, amministratori e semplici cittadini appartenenti a varie formazioni impegnate nella tutela dei diritti umani del popolo curdo in Turchia.Il provvedimento delle autorità turche viola clamorosamente i principi basilari delle libertà democratiche di ogni società civile ed è tanto più grave in quanto emesso nei confronti di un avvocato da sempre valorosamente impegnato nella tutela dei fondamentali diritti umani delle persone e che aveva fatto parte in Italia del collegio difensivo di Abdullah Ocalan, leader del movimento curdo, allorché questi, alla fine degli anni novanta, aveva chiesto asilo politico all’Italia.
ASGI esprime piena solidarietà all’avv.Arturo Salerni e chiede al governo turco l’immediata revoca del provvedimento emesso nei suoi confronti e il rispetto dei diritti umani.

ASGI chiede altresì al Ministro degli Affari esteri e all’Ambasciatore d’Italia ad Ankara di chiedere immediatamente al Governo turco spiegazioni esaustive sui motivi effettivi del provvedimento adottato, che appare un incomprensibilmente ostile sia alla luce dei buoni rapporti tra Italia e Turchia, sia alla luce delle reiterate intenzioni delle autorità turche di volere effettivamente tutelare i diritti fondamentali delle persone e i diritti delle minoranze e di giungere ad acquisire gli standards minimi di tutela dei diritti umani ai fini dei negoziati con l’Unione europea.
Di tali standards fanno parte il diritto ad un processo equo, il diritto ad un giudizio pubblico e il diritto alla difesa in ogni tipo di giudizio garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che è in vigore anche in Turchia.
In ogni caso il fatto che un avvocato abbia contribuito in un Paese del Consiglio d’Europa alla difesa legale di un imputato in un processo o che voglia assistere ad un giudizio non dovrebbe considerarsi mai da un altro Paese membro del Consiglio d’Europa un motivo di pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, qualsiasi sia il reato di cui è accusato l’imputato.
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