La nuova emersione dei lavoratori immigrati: così gli stranieri “aiutano” lo Stato italiano a risanare la finanza pubblica, ma non hanno diritto ad una effettiva regolarizzazione

ASGI delinea una serie di punti critici relativi alla procedura di regolarizzazione prevista a partire dal 15 settembre 2012.

 

La mancata previsione di emersione autonoma da parte del lavoratore straniero, l’impossibilità di regolarizzare rapporti di lavoro parziali in tutti i settori e non solo quello domestico, l’eliminazione dell’automatismo relativo alla presenza di segnalazioni Schenghen e in presenza di condanne penali ex art. 380 c.p.p. – come recentemente stabilito dalla Corte Costituzionale in riferimento alla sanatoria 2009 e la previsione dell’ autodichiarazione di sussistenza di un rapporto di lavoro antecedente di almeno 3 mesi l’entrata in vigore della norma, salvo prova contraria: sono solo alcune delle criticità segnalate che ASGI chiede al Governo di modificare per salvaguardare sia gli effetti della presente regolarizzazione, sia, soprattutto, i diritti dei cittadini stranieri.

Alla vigilia della sanatoria (dal 1998 ben 4 senza considerare quelle precedenti), ASGI chiede che il Governo promuova una seria riforma della normativa italiana sull’ immigrazione, oramai improcrastinabile stante le numerose norme ingiuste ed inefficaci, nonchè i numerosi aspetti nei quali la normativa italiana appare non pienamente conforme alla normativa europea, condividendo tale percorso con gli attori che, sul campo, lavorano per la tutela dei diritti dei migranti .

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