Ingresso in Italia ai tempi dell’emergenza COVID 19

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Una ricognizione giuridica delle conseguenze di questa inedita situazione con alcuni spunti per gestire l’emergenza nella piena tutela dei diritti umani fondamentali.

Il D.L. n. 33 del 2020 ha revocato ogni previgente limitazione allo spostamento internazionale da e per l’Italia a partire dal 3 giugno 2020, facendo però salva la possibilità che restrizioni siano imposte mediante D.P.C.M. anche solo con riferimento a specifici Stati o territori, qualora ciò si renda necessario in ragione del rischio epidemiologico dovuto al COVID 19.

A causa di tali limitazioni, giuridiche e di fatto, un numero amplissimo di persone, siano esse italiani, cittadini dell’Unione europea o di altri Stati – molti dei quali titolari di permesso di soggiorno – che si trovavano all’estero al momento dello scoppio dell’emergenza globale, non è riuscita o non sta riuscendo a far rientro in Italia.

Il presente documento vuole provare a fare una ricognizione giuridica delle conseguenze di questa inedita situazione e a fornire spunti per gestire l’emergenza nella piena tutela dei diritti umani fondamentali, inclusi quelli all’emigrazione dal proprio Stato di provenienza (riconosciuto, ex multis, dagli artt. 13, comma 2, e 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) e a far rientro nel Paese di residenza.

Considerato il rapido evolversi della normativa in materia è corretto evidenziare che le informazioni sono da ritenersi aggiornate alla data indicata nello scritto.


Ingresso in Italia ai tempi dell’emergenza COVID 19 – Scheda pratica 

aggiornata al 16 giugno 2020


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