L’Associazione Comuni bresciani invita le amministrazioni comunali al riconoscimento dell’accesso alle prestazioni di sicurezza sociale anche ai titolari di permesso unico lavoro

L’Associazione Comuni bresciani ha inviato una lettera ai comuni associati per sollecitare l’adeguamento della disciplina in materia di accesso alle prestazioni sociali per i cittadini extracomunitari a seguito della pronuncia della Corte di giustizia in materia.

Sollecitata dalle associazioni impegnate nel contrasto alle discriminazioni, l’Associazione Comuni bresciani ha invitato i comuni associati a modificare i requisiti previsti per l’accesso alle prestazioni sociali di competenza comunale e a garantire l’accesso anche ai cittadini di paesi terzi titolari di permesso unico lavoro, dando tempestiva e chiara informazione ai potenziali beneficiari della prestazione.

L’invito trae spunto dalla decisione della Corte di Giustizia del 26 giugno 2017 (causa C-449/16), europea che, come noto, ha affermato che l’art. 65 della legge n. 448/98, relativo all’assegno famiglie numerose, è in contrasto con l’art. 12 della direttiva UE n. 2011/98 nella parte in cui esclude dall’accesso alla prestazione i titolari di permesso unico lavoro.

L’associazione ricorda che la decisione del giudice europeo è entrata a far parte del diritto comunitario obbligando di conseguenza tutte le amministrazioni al suo rispetto, ivi comprese le amministrazioni comunali. Ricorda anche che il principio affermato nella sentenza (e cioè l’applicazione della parità a tutte le prestazioni erogate sulla base di requisiti predeterminati e senza discrezionalità della PA) è estendibile anche alla indennità di maternità di base di cui all’art. 74 Dlgs 151/01 sicché i Comuni dovrebbero uniformarsi a detto principio anche per questo istituto.

L’iniziativa della associazione bresciana, peraltro coerente con indicazioni già in passato fornite dall’ANCI, va segnalata perché evidenzia nuovamente la necessità che tutte le amministrazioni comunali assumano a questo punto un comportamento conforme alle norme comunitarie e omogeneo al fine di evitare il protrarsi del contenzioso e garantire un trattamento uniforme su tutto il territorio nazionale in materia di diritti sociali.

La lettera

 

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