La condanna di Borghezio per diffamazione, frasi razziste nei confronti di Cècile Kyenge

Il 18 maggio 2017 il Tribunale di Milano ha condannato Borghezio per il delitto di diffamazione aggravato dalla commissione del fatto mediante il mezzo della pubblicità e con finalità di discriminazione etnica e razziale, di cui all’art 3. L.205/93.

 

Secondo il giudice di Milano, le espressioni utilizzate dallo stesso e indirizzate alla Kyenge nel corso dell’intervista radiofonica “La Zanzara” avvenuta nell’aprile del 2013, sarebbero state espressive dell’idea della superiorità della razza bianca e della inferiorità dell’etnia di appartenenza della parte lesa. Il soggetto in questione si era infatti riferito alla persona offesa richiamando le sue presunte “tradizioni tribali” e affermando, che “gli africani, a differenza degli austriaci e dei tedeschi […], non vanno bene per svolgere lavori intellettuali” .

Inoltre, il giudice, non ha ritenuto sussistente la scriminante della critica politica, che era stata invece invocata dalla difesa, in quanto l’attacco rivolto alla parte lesa non avrebbe riguardato esclusivamente le convinzioni politiche dell’avversario ma anche la sua persona in quanto originaria di un paese africano.

La sentenza

 

 

 

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