Il Consiglio regionale lombardo approva la mozione per il “censimento rom”

Il 3 luglio 2018 è stata approvata la mozione presentata dalla Consigliera di Forza Italia, Silvia Sardone, sulla proposta di censire i rom e i campi di insediamento presenti in Lombardia.

La mozione presentata al Consiglio regionale si fonda sul presupposto che la presenza di numerosi insediamenti rom nelle aree urbane avrebbe causato una “situazione di grave allarme sociale” e che vi sarebbe l’esigenza di monitorare l’effettiva frequenza scolastica dei minori. La mozione si propone quindi in primo luogo di “attuare un censimento su base regionale che consenta di definire il numero di rom, sinti e camminanti presenti negli insediamenti regolari”.

Già in questa prima parte la  mozione risulta non solo del tutto priva di utilità pratica (posto che tutti i residenti dei campi regolari, ivi compresi i minori,  sono già registrati all’anagrafe) ma anche illegittima laddove pretende di “censire” (con una raccolta che, stando al termine utilizzato, non si limiterebbe al solo dato numerico) un gruppo sociale contraddistinto dalla appartenenza etnica: azione questa non consentita dall’ordinamento, come peraltro riconosciuto dalla giurisprudenza anche in occasione del precedente “censimento rom”  disposto dall’allora Ministro Maroni, nel 2008, con dichiarazione dello stato di emergenza in Lombardia, Lazio e Campania (cfr. le sentenze Tar Lazio, 01.07.09, est. Politi, est. Caponigro, ERRC e altri c. Presidenza del Consiglio dei Ministri; Consiglio di Stato, 16.11.2011, pres. Trotta, est. Greco, Presidenza del Consiglio dei Ministri c. ERRC e altri e Corte di Cassazione, 22.04.13, pres. Preden, est. Ceccherini, Presidenza del Consiglio dei Ministri c. ERRC e altri).

Anche la Comunità di Sant’Egidio associazione che opera a tutela delle famiglie rom e sinti – ha giustamente sottolineato – con il documento qui allegato – la assoluta contrarietà alla mozione segnalando anche che la Strategia Nazionale di Inclusione per Rom, Sinti e Caminanti approvata nel 2012 è rimasta ad oggi di fatto inapplicata, tanto che il tavolo regionale a cui sarebbe stata demandata l’attuazione non è stato ancora istituito.

Come già ricordato un analogo tentativo di censimento etnico era naufragato a fronte della decisione del Tar Lazio che, con sentenza confermata anche dal Consiglio di Stato e dalla Corte di Cassazione, aveva annullato le ordinanze presidenziali nella parte in cui si prevedeva l’individuazione dei rom con rilievi segnaletici.

Il Tribunale di Roma ha poi condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri al risarcimento del danno non patrimoniale nei confronti di un cittadino Rom per aver violato la sua libertà personale, in assenza di qualsivoglia finalità meritevole di tutela, acquisendo e conservando dati personali e sensibili.

La Regione Lombardia, su sollecitazione del Ministro Salvini, sembra intenzionata a ripetere i medesimi errori. Si tratta ora di vedere con quali provvedimento darà seguito alla mozione approvata dal Consiglio.


La mozione del Consiglio Regionale della Lombardia

Il Comunicato stampa della Comunità di Sant’Egidio


 

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