Corte d’Appello di Milano: Assegno di maternità dello Stato anche alle cittadine non lungo soggiornanti

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La Corte d’Appello di Milano, nel corso della causa di riassunzione conseguente alla sentenza di rinvio della Corte di Cassazione, ha confermato la sussistenza di una discriminazione posta in essere dall’INPS, consistente nell’aver negato l’assegno di maternità dello Stato a una cittadina extra UE titolare di permesso unico lavoro.

La vicenda era infatti giunta anche in Corte di Cassazione a seguito di una curiosa decisione della Corte d’Appello di Brescia che, nel riformare la decisione di primo grado, aveva respinto la domanda rilevando che vi era contestazione anche su un requisito di per se non discriminatorio (i pregressi versamenti contributivi) il che, secondo la Corte d’Appello, rendeva inammissibile l’azione antidiscriminatoria. La Cassazione (sentenza n. 14073/2019) ha invece  cassato la decisione della Corte bresciana osservando che, se il contenzioso sul requisito discriminatorio (il permesso di lungo periodo) appartiene alla res litigiosa, l’azione è ammissibile e gli ulteriori requisiti non discriminatori devono essere vagliati dal giudice, una volta risolta la questione discriminatoria, al fine di decidere se la prestazione può o meno essere attribuita.

La sentenza

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