Carta Giovani Nazionale: illegittima esclusione dei cittadini extra UE

La Carta Giovani Nazionale è stata istituita con la Legge di Bilancio 2020 che ha previsto un Fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per gli anni 2020, 2021 e 2022: l’accesso a tale misura, destinata ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni, è tuttavia riservato ai cittadini italiani e dell’UE.

Come già avvenuto per la Carta famiglia, il Governo ha nuovamente istituito una misura discriminatoria nei confronti dei cittadini extra UE.

In merito ai requisiti di nazionalità previsti per l’accesso alla Carta famiglia, su cui l’ASGI insieme ad altre associazioni aveva sin dall’inizio segnalato i profili di illegittimità, è intervenuta la Corte di Giustizia UE con sentenza del 28 ottobre 2021 (Causa C-462/2020)

La Corte UE ha infatti rilevato che la limitazione della Carta Famiglia ai soli cittadini italiani e comunitari l’Italia è una violazione della parità di trattamento tra italiani e stranieri nell’accesso a beni e servizi in quanto esclude sia i titolari di permesso di lungo soggiorno, sia i titolari di permesso per lavoro o famiglia.

A seguito della sentenza, il Tribunale di Milano, che aveva effettuato il rinvio, ha ordinato la disapplicazione della norma interna in favore dei principi di parità previsti dalle direttive UE.

La storia si sta purtroppo ripetendo con la Carta Giovani Nazionale: è davvero urgente che il Governo intervenga immediatamente per evitare il duplicarsi di un inutile contenzioso che, a fronte delle medesime violazioni del diritto dell’Unione, comporterebbe un evitabile aggravio della spesa pubblica e una esclusione, fino alla definizione della vicenda, di migliaia di giovani dal beneficio.

ASGI, CoNNGI, Italiani senza cittadinanza, Lunaria e Naga Odv hanno quindi scritto una lettera alla Ministra per le Politiche Giovanili e al Coordinatore del Servizio per la gestione degli interventi di rilevanza nazionale nell’ambito dell’Ufficio per le Politiche Giovanili del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio civile Universale per chiedere loro di assumere disposizioni, tra cui la immediata modifica della piattaforma on-line per accedere alla misura, al fine di consentire ai cittadini extra UE di presentare domanda.

La lettera

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