Tribunale di Firenze, ordinanza 27 maggio 2017

Poiché la figura professionale dell’Assistente giudiziario opera sempre sulla base di istruzioni senza prendere parte al processo decisionale e rappresenta un’attività meramente ausiliaria e preparatoria all’esercizio di pubblici poteri, la stessa non può farsi rientrare tra quelle per le quali è richiesta la cittadinanza italiana ai sensi del D.P.C.M 174/94; quest’ultimo nell’individuare i posti per i quali non può prescindersi dal requisito della cittadinanza, utilizza un criterio organizzativo che non è compatibile con la giurisprudenza comunitaria che presuppone l’esercizio di pubblici poteri in modo effettivo e abituale. Ne consegue che l’attività in questione rientra tra le attività di cui all’art. 38, comma 1, D.lgs 165/2001 e l’esclusione dal bando dei cittadini di paesi terzi lungosoggiornanti costituisce una discriminazione ai sensi dell’art. 3, comma 3bis del D.lgs 165/2001.

Assistente giudiziario – attività ausiliaria e preparatoria all’esercizio di pubblici poteri – D.P.C.M. 174/94 – individuazioni posti ove imprescindibile requisito cittadinanza – criterio organizzativo – incompatibilità nozione comunitaria – art. 38, comma 1, D.lgs 165/2001 – applicabilità – esclusione dal bando – cittadini extracomunitari lungosoggiornanti – art. 3, comma 3bis del D.lgs 165/2001- discriminazione – sussistenza

Tribunale di Firenze, 27.07.2017, Est. Carlucci, XXX(Avv.ti Surace e Ventura) c. Ministero della Giustizia (Avvocatura di Stato)