Ordinanza della Corte di Cassazione del 9 gennaio 2020, n. 267

La Corte di Cassazione, accogliendo un ricorso di un richiedente asilo della Nigeria, ha ribadito la giurisprudenza condivisa in tema di protezione internazionale legata all’omosessualità, ricordando che qualora essa sia considerata come reato nell’ordinamento giuridico del Paese di provenienza del richiedente asilo costituisce, di per sé sola, una grave ingerenza nella vita privata dei cittadini omosessuali, ponendoli in una situazione oggettiva di pericolo, tale da giustificare la concessione della protezione internazionale.

La Corte afferma che il giudice di merito deve fare oggetto di approfondimento istruttorio, cui si correla l’obbligo di motivazione, le circostanze relative alla dichiarata omosessualità del richiedente, la condizione dei cittadini omosessuali nella società del Paese di provenienza e lo stato di relativa legislazione, nel rispetto del criterio direttivo della normativa comunitaria ed italiana in materia di istruzione ed esame delle domande di protezione internazionale.


L’ordinanza