Corte d’Appello di Trieste, sentenza 9.8.2016

La Corte d’Appello di Trieste con sentenza n. 553/2016 ha confermato l’ordinanza del Tribunale di Trieste con cui era stata riconosciuta la protezione sussidiaria ad un cittadino nigeriano.

La Corte – chiamata a decidere sulla domanda di un cittadino nigeriano che nel 1992 si era trasferito dall’Enugu State (sud della Nigeria) a Kano – ricorda la rilevanza del concetto di “luogo di provenienza” nella valutazione di una domanda di protezione internazionale. Il Collegio ha, quindi, preliminarmente specificato che: “va disattesa la cenusura mossa dall’appellante…relativamente al luogo di provenienza dell’appellato; non si può infatti ritenere che sia Enugu, e cioè il luogo di nascita dell’appellato, al quale si debba fare riferimento per valutare l’esistenza o meno di una situazione di violenza generalizzata. E’ infatti principio pacifico che il luogo di provenienza del richiedente protezione è quello in cui dimorava, anche se non stabilmente, nel momento in cui si è dato alla fuga per sfuggire alla persecuzione o (come nel caso in esame) alla violenza indiscriminata verso i civili; ogni indagine deve quindi essere concentrata unicamente su Kano e sulla omonima regione della Nigeria situata proprio nel nord del Paese.“.

Nella decisione viene ricosturito e certificato lo stato di violenza diffusa nel Nord del Paese e nelle Regioni del Delta del Niger e si dà conto anche delle persistenti violazioni dei diritti della popolazione da parte della polizia, durante la controffensiva contro i Boko Haram.

Protezione internazionale – cittadino nigeriano – domanda di protezione sussidiaria – fondatezza – violenza diffusa nel nord del paese – violazione dei diritti dei cittadini da parte delle forze di polizia – controffensiva contro Boko Haram – rilevanza del luogo di dimora al momento della fuga

Corte di Appello di Trieste, sentenza 9.8.2016, rel. Iaderosa, pres. Colarieti, Ministero dell’Interno e Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Gorizia c. XXX (avv. Zappia)