Corte d’Appello di Venezia, sentenza 18 gennaio 2019

Il comportamento dell’INPS, consistente nel rigetto della domanda di assegno di natalità previsto dall’art. 1 comma 125 della legge n.190 del 2014 proposta da un cittadino straniero titolare di permesso unico lavoro, costituisce discriminazione perché viola il principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della Direttiva 2011/98; tale principio è direttamente applicabile nell’ordinamento interno in quanto la norma risulta incondizionata, dotata di efficacia diretta e di portata auto esecutiva nel senso che trova ingresso nell’ordinamento interno senza necessità di alcuna norma di recepimento e si colloca, per la gerarchia delle fonti normative, al di sopra della legislazione nazionale imponendone la disapplicazione in caso di contrasto.

Assegno di natalità (bonus bebè) – art. 1 l. 190/2014 – cittadino extra UE titolare di permesso unico lavoro –  diniego  – art. 12 direttiva 2011/98 – efficacia diretta – disapplicazione della norma interna contrastante – illegittimità del diniego – discriminazione – sussiste

Corte d’Appello di Venezia, sentenza 18.1.2019, pres. rel Bianchini , INPS (avv. Sica) c. xxx (avv.Berti)