Circolare del Ministero dell’Interno – Commissione Nazionale per il Diritto d’asilo del 17 luglio 2014

Titolari di protezione internazionale ed estensione ai figli minori

 

 

In tema di estensione del diritto di asilo ai figli di genitori che beneficiano della protezione internazionale, Part. 6, comma 2, del d.lgs. n. 25/2008 testualmente recita: “La domanda presentata da un genitore si intende estesa anche ai figli minori non coniugati presenti sul territorio nazionale con il genitore all’atto della presentazione della stessa”. 

Pertanto, se al momento della presentazione della domanda di protezione internazionale (mod. C/3) presso le competenti autorità di Pubblica Sicurezza sono presenti i figli minori del richiedente, la protezione eventualmente concessa al genitore viene automaticamente” estesa agli stessi. 

Ai figli minori di genitori titolari dello status di rifugiato non inseriti sul mod. C/3 (perché nati successivamente), veniva, di fatto, “esteso”, per prassi, da parte delle competenti Commissioni, il beneficio concesso al genitore, previa presentazione di richiesta corredata da copia del permesso di soggiorno del genitore già riportante l’iscrizione del figlio minore e del certificato di nascita del minore stesso.

In data 23 novembre 2010, il Presidente della Commissione Nazionale per il diritto d’asilo diramò, sull’argomento, una circolare partendo dalla premessa che la legislazione in materia di protezione internazionale non prevede la c.d. “estensione del riconoscimento della 

protezione internazionale ai familiari”., e, pertanto, “né la Commissione Nazionale per il diritto di asilo né le Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale hanno titolo a estendere agli anzidetti familiari (figli minori) lo status di rifugiato”. 

Con la direttiva in argomento fu ribadito che la competenza all’iscrizione del minore neonato nel permesso di soggiorno del genitore spetti solo alle competenti Questure che avrebbero dovuto continuare a procedere secondo le modalità previste dall’art 31 del d.lgs. n. 286/1998 che prevede che: “// figlio minore dello straniero con questi convivente e regolarmente soggiornante è iscritto nel permesso di soggiorno o nella carta di soggiorno di uno o di entrambi i genitori fino al compimento del 14mo anno di età…” e, successivamente, fino al compimento della maggiore età, a questi “…e rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari…”. 

Come conseguenza, il minore nato in Italia, successivamente al riconoscimento della protezione internazionale al genitore, non sarebbe titolare di alcuna protezione, da parte del nostro Paese, verificandosi il paradossale caso che, nei suoi confronti, dovrebbe applicarsi la protezione del paese di origine del genitore che è lo stesso paese dal quale il medesimo genitore è fuggito in quanto perseguitato. 

Tale interpretazione richiede una rivisitazione in considerazione delle più recenti modifiche normative. Ed invero, la tutela dell’unità del nucleo familiare dei beneficiari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria, espressamente prevista dall’articolo 22, comma 1, del d.lgs. n. 251/2007 – il quale al comma 2 dispone altresì che: “Ifamiliari che non hanno individualmente diritto allo status di protezione internazionale hanno i medesimi diritti riconosciuti al familiare titolare dello status.”, è stata rafforzata con l’entrata in vigore del recente d.lgs. n. 18/2014, – in attuazione della direttiva 2011/95/UE, recante norme sull’attribuzione a cittadini di paesi terzi, o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o le persone aventi titolo a beneficiare di protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta – che al comma 2-bis dell’articolo 19 del d.lgs. n. 251/2007 testualmente recita: “Nell’attuazione delle disposizioni del presente decreto è preso in considerazione con carattere di priorità il superiore interesse del minore. ” 

II superiore interesse dei minori, chiaramente qui espresso dal legislatore, in assenza di disposizioni più favorevoli da applicare ai figli nati in Italia successivamente al riconoscimento al genitore della protezione internazionale, giustifica, di per sé, l’estensione ai suddetti degli stessi diritti attribuiti al genitore e ai fratelli presenti al momento della domanda. 

Peraltro, una diversa interpretazione porterebbe ad una disparità di trattamento tra componenti il medesimo nucleo familiare in relazione a situazioni sostanzialmente equivalenti, con conseguente violazione di diritti costituzionalmente protetti.

Alla luce delle suddette considerazioni, ai figli minori nati in Italia successivamente al riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria, spettano, fino al compimento della maggiore età, gli stessi diritti, anche sotto il profilo del diritto alla protezione internazionale, del genitore titolare della protezione medesima. 

La Direzione Centrale dell’ Immigrazione e della Polizia di Frontiera del Dipartimento della Pubblica Sicurezza è invitata a fornire le opportune istruzioni alle Questure ai fini dell’iscrizione dei figli minori nati in Italia nei documenti rilasciati al titolare di protezione internazionale. 

 

 


Circolare del Ministero dell’Interno e della Commissione Nazionale per il Diritto d’asilo del 17 luglio 2014

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