Fondazione migrantes : perplessità sulle procedure negli Hotspots

Le gravi perplessità che avevamo come Fondazione Migrantes sul funzionamento e la legalità delle procedure all’interno degli Hotspots si sono rafforzate dopo la visita, nei giorni scorsi, di operatori della Fondazione Migrantes a Siracusa.

“Oltre a Lampedusa, l’Hotspot è già in funzione anche a Pozzallo. Il sindaco di Pozzallo ha dichiarato, infatti, che ci sono state negli ultimi giorni persone uscite dal Centro con fogli di via entro sette giorni, persone appena sbarcate che sono state fatte uscire in ciabatte e senza cambi di abito, dopo 30 ore di permanenza all’interno dell’Hotspot. ” dichiara la Fondazione Migrantes in  un comunicato diffuso il 22 ottobre 2015.

“Il sindaco, inoltre, si chiedeva, e con lui anche la Fondazione Migrantes, come sia possibile che in un colloquio di pochi minuti si possa decidere:
– chi sia un richiedente asilo che abbia diritto al ricollocamento;
– chi sia un potenziale richiedente asilo per l’Italia e a chi dare un foglio di via entro sette giorni, considerato che ovviamente le persone che lo ottengono non hanno risorse economiche e sono appena scampate alla traversata. Come è immaginabile che alcune persone, entro sette giorni, possano da sole tornare da dove sono scappate?
Come Fondazione Migrantes esprimiamo anche grande preoccupazione rispetto alla pratica inaffidabile, da lungo tempo criticata, e che dovrebbe essere definitivamente archiviata, di stabilire la maggiore età di minori stranieri non accompagnati attraverso l’esame dei raggi X del polso. Sempre a Siracusa, l’associazione “Accoglierete” ha condiviso con la Fondazione Migrantes la preoccupazione che sempre più spesso chi si dichiara minore straniero non accompagnato e viene messo nei centri di prima accoglienza per minori, prima di avere un tutore, a gruppi, viene accompagnato in Ospedale per essere sottoposto all’esame dei raggi X e dichiarato maggiorenne.”

Fonte: Fondazione Migrantes

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