L’assegno famiglie numerose anche ai titolari di permesso unico lavoro

Con ordinanza del 25.1.2016 il tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto all’assegno famiglie numerose anche al titolare di permesso unico lavoro.

Già alcuni tribunali italiani si erano pronunciati in favore dell’applicazione diretta della direttiva 2011/98 che all’art. 12 prevede il principio di parità di trattamento tra cittadini italiani e cittadini stranieri ma solo con riferimento alla indennità di maternità di base.  Benché il percorso logico giuridico che conduce alla diretta applicazione della direttiva sia il medesimo per entrambe le prestazioni, si attendeva una prima pronuncia specifica relativa all’assegno famiglie numerose che coinvolge un numero di stranieri più ampio rispetto alla indennità di maternità di base.

L’ordinanza è di particolare rilievo perché motiva ampiamente e congiuntamente sia in relazione alla direttiva citata sia con riferimento all’art. 14 CEDU, richiamando la sentenza Dahabi. In particolare quest’ultima pronuncia, benché sia  riferita al regime antecedente l’estensione di cui alla L. 97/2013 e benché contenga in motivazione un riferimento al fatto che l’interessato “soggiorna sul territorio non per un breve periodo e ha contribuito al finanziamento dei servizi pubblici” comporta comunque una estensione generalizzata della prestazione a tutti coloro che esulano da tali categorie. Ciò dovrebbe indurre il legislatore e l’INPS a una estensione del diritto al fine di non esporre lo Stato italiano ad ulteriori procedimenti avanti la Corte di Strasburgo.

Sempre in ordine all’applicazione diretta della direttiva 2011/98 si ricorda che stanno diventando sempre più numerosi i comuni che attraverso delibere riconoscono le prestazioni a tutti i richiedenti titolari di permesso unico lavoro in ottemperanza alla prescrizione comunitaria.

Sulla indennità di maternità di base si ricorda che è pendente giudizio avanti la Corte Costituzionale a seguito di rinvio del tribunale di Bergamo.

Massima

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